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Thursday, February 14, 2013

Il Thompson

Maestro, oggi è San Valentino...
E ci sono i gangster cadenti.
Eh?
Hai presente San Lorenzo?
Ecco... io... non sono molto pratico di Santi.
Non ti ricordano nulla le parole "agosto", "stelle", "desideri"...
Ah, si! Le stelle cadenti a ferragosto.
Esatto.
Ma i gangster cosa c'entrano?
La storia, come vedo, non è il tuo forte. Piuttosto, hai pensato al regalo per Alina?
Beh, non ancora. Sono un po' indeciso: un anello è banale... mi piacerebbe regalarle qualcosa di originale.
Un Thompson.
Cos'è un gioiello?
A suo modo si. Comunque esercitare l'umorismo con te è come fare la cyclette: sudi, ti sofrzi ma non vai da nessuna parte.
Non dia tutte le colpe a me! E' lei che ha uno humor difficile.
Non è difficile, sei tu che sei ignorante.
Nel senso che ignoro, vero?
Sempre.
Torniamo al Thompson... qualcosa mi dice che deve avere a che fare con i gangster.
Fuochino.
Un aiutino?
Capone.
Che c'entra adesso il pranzo di Natale?
Capone, con una p sola come pistola.
Ah, non avevo capito. E la pistola... anche lei c'entra con i gangster...
E con te.
Ultimamente si sta lasciando andare ad espressioni non alla sua altezza.
Perché per farmi capire, anche negli insulti, occorre che scenda al tuo livello, altrimenti non mi comprendi.
Ecco, a livello di insulti preferirei restare ignorante.
Va bene, visto che non ci arrivi da solo ti invito a studiare la storia della strage di San Valentino per mezzo della quale Al Capone si impossessò di Chicago a spese di "Bugs" Moran.
E il Thompson che c'entra? Era il regalo che Capone fece alla sua fidanzata quella sera?
No, è il violino che suonò la colonna sonora.
Questa non l'ho capita...
Come il resto. Il Thompson era l'arma in voga ai tempi e spesso veniva trasportata in custodie da violino per mascherarla e prendere i nemici di sorpresa. Non mi dire che non hai mai visto film in cui si vede questa scena.
Si, me ne ricordo uno... con Bud Spencer... mi pare si chiamasse "Anche gli angeli mangiano fagioli"
Ero certo che, tra tutti i capolavori del genere, ti saresti ricordato di quello.
Beh, però è forte.
Lasciamo perdere.
Comunque, tornando ai gangster, fu un epoca irripetibile.
Non proprio. Le lotte tra bande rivali per il possesso del territorio si sono solo evolute e date un tono di "ufficialità" più o meno evidente e conclamato. Pensa solo alle fazioni che si disputano pezzi di territorio.
Ah, si... come i palestinesi...
Stai pensando alla Gaza Strip?
Cos'è, un cerotto?
Esci di qui.

Thursday, October 18, 2012

I dubbi

Maestro io... io...
Toh, guarda chi si rivede. Ne è passato di tempo. Constato però che ancora non hai perso l'abitudine di non finire ciò che inizi. Ad esempio le frasi.
Si, ha ragione. Ma, vede, mi sono preso una pausa di riflessione.
Secondo te riflettere è un momento di pausa?
Che c'entra. Anche leggere è una pausa distensiva.
Dipende da cosa leggi ma, soprattutto, da quanto comprendi di ciò che leggi.
E' vero. L'altro giorno mi sono imbattuto in un termine strano... mi pare fosse pleona... pleonus... qualcosa del genere.
Pleonasmo?
Ecco, si. Proprio quello. Maestro cosa significa?
Tu cosa pensi che sia?
Di primo acchito direi una malattia, tipo la pleurite...
E di secondo acchito?
Beh, qualcosa che ha a che vedere con il sesso come l'orgasmo, l'onanismo...
E queste interpretazioni hanno attinenza con il contesto in cui era inserita la parola nel testo che stavi leggendo?
Direi di si. Anzi, adesso che ci penso...
Basta così. Non voglio sapere cosa tu stessi leggendo.
In realtà guardavo le figure.
Non avevo dubbi. Ma torniamo a noi: per quale motivo avevi bisogno di prenderti una pausa?
Beh, io... non so se posso...
Avanti, la sincerità è la chiave di tutto il sapere e l'umiltà ne è la porta.
Orpo, questa me la segno.
Allora?
Ehm... mi sono chiesto se ciò che avevo imparato non fosse già più che sufficiente per uno come me. Prima che si arrabbi, lo so che si dovrebbe sempre tendere a qualcosa di più ma...
Ma?
Ho la certezza che, anche con tutto il tempo che mi resta da vivere non riuscirei a diventare molto più di quello che sono adesso.
Mi ricordi la storia dell'umanità.
Ellapeppa! Addirittura?
Non montarti la testa. Vedi, l'umanità ha subito rapidi momenti di evoluzione seguiti da lenti e lunghi momenti di stasi in cui spesso è tornata indietro. Questi periodi di stasi hanno generalmente coinciso con tempi nei quali erano prevalenti le certezze. Che venissero dalla religione piuttosto che dalla magia o dalla supersizione, per non parlare della scienza stessa, non importa.
Beh, ma una volta raggiunta una certezza questa è... insomma, è certa. No?
No.
Potrebbe essere un po' meno conciso?
Si.
Ehm... io aspetto eh...
Sei sicuro di aver trovato una certezza solo quando l'averne compiezza ti apre infinite nuove domande a cui rispondere.
Ma non vale! Come sarebbe a dire? Uno fatica tanto per trovare una risposta e quando la trova gli fanno un sacco di altre domande?
Esatto.
Ma è masochismo.
No. E' l'evoluzione. I periodi di stasi di cui parlavo sono proprio quelli in cui la gente fa la considerazione che hai appena fatto.
Quindi per evolvere bisogna fare come l'asino con la carota.
Più o meno. Ma non sottovalutare il mio insegnamento: l'evoluzione di un popolo avviene attraverso i dubbi, non le certezze.
Mi sorge un dubbio...
Vedi che c'è speranza anche per te?
Non mi prenda in giro.
Ti pare che sia cosa consona ad un Maestro irridere l'allievo?
No... certo che no, scusi... dunque dicevo: io sono qui per imparare, giusto?
Si.
E imparare significa che con i suoi insegnamenti io riduco i miei dubbi, giusto?
Si.
Ma se l'evoluzione avviene avendo i dubbi, non è che lei togliendomeli sta rallentando la mia evoluzione?
Ripensa a quello che ti ho spiegato prima riguardo al raggiungere delle certezze.
Aspetti un momento... certo! Ma allora è una fregatura: per ogni dubbio che mi toglie me ne fa sorgere un fottio di nuovi. Ecco perché mi sento sempre inadeguato: non è colpa mia, è colpa sua!
Come volevasi dimostrare.
Dimostrare cosa?
La nascita delle religioni o, se vuoi chiamarle in altro modo, delle superstizioni. L'uomo non accetta di convivere con i dubbi e si ribella a chi lo mette nella condizione di non poter fare a meno di notarli. Il risultato è la ricerca di una figura che dia certezze invece che suscitare dubbi e la prima cosa che tale figura farà sarà di invocare la colpa di qualcuno per l'esistenza di ciò che non sia spiegabile. Se pensi al concetto di Dio e Satana o, se vuoi essere laico, al concetto di fortuna e sfortuna ti accorgerai che si adattano perfettamente.
Ooooooh...
Chiudi la bocca, che mi bagni il pavimento. La lezione per oggi è finita e non dimenticare che abbiamo un appuntamento.
Non sarà quello che penso, vero?
Ho già fatto posto sulla mensola.
Facevo bene a continuare la pausa di riflessione...

Friday, January 27, 2012

Il terremoto

Maestro... Maestro...
Cosa c'é? Cosa succede? Perché quest'aria allarmata?
Il terremoto... non lo ha sentito?
No.
Come no? Ne parlano tutti... la gente è in strada.
E tu senti un terremoto con le orecchie?
Come sarebbe a dire?
Ripensa a ciò che hai detto. Hai sentito il terremoto o ne hai solo sentito parlare?
Beh, effettivamente io non me ne ero accorto ma...
Ma cosa?
Ad un tratto ha cominciato uno a dire "il terremoto" e tutti gli altri "si, è vero" e hanno incominciato a scappare.
Quell'uno era davanti ad un computer?
Si, certo... e con questo?
Scommetto che stava leggendo le notizie.
Non capisco, Maestro.
Hai sentito il terremoto? Intendo fisicamente?
Beh, se devo dire la verità ero un po' impegnato...
In cosa per non sentire una scossa di terremoto?
Diciamo attività fisica...
Ti riferisci a quello che penso?
Io... io... insomma, sono fatti miei privati, non le pare?
Non discuto. Solo mi chiedevo come avessi fatto a sentire uno che diceva "il terremoto". Era li a guardare?
Ma cosa dice! Ma le pare che lo faccio in pubblico? Era alla televisione.
Questa lezione si sta rivelando estremamente preziosa per capire i tuoi costumi.
Quali costumi?
Certo non quelli di Carnevale.
Quelli da nuoto? Ok.. non mi guardi così...
Farò finta di non aver sentito. Mi riferivo al fatto che non è un costume solito quello di copulare con la televisione accesa.
Come no? Con un bel film porno...
Appunto. In tal caso sarebbe anche comprensibile, sebbene sia discutibile il fatto che tu abbia bisogno di un simile aiuto o integrazione. Ma da quanto mi hai raccontato si trattava evidentemente di un programma in diretta e contenente persone che stavano al computer.
Beh, si... ma la tv era accesa da prima e non sono stato li a spegnarla nel momento in cui... insomma... quando ho cominciato.
Infatti il punto non è questo.
E quale sarebbe?
Sarebbe che nell'impeto dell'amore tu stavi ascoltando il programma tv. E con attenzione. Non credo che la tua partner sia contenta di questo.
Si, lo credo anch'io ma... ehm...
Perché sei diventato tutto rosso?
Non so come spiegarlo... io...
Io cosa?
Stavo facendo bricolage.
Esci di qui.
Maestro... io... va bene. A domani. Che figura...

Monday, December 12, 2011

Se non ora, tra qualche mese

Buongiorno, Maestro.
Buongiorno a te, mio discepolo. Come è andata la gita di cui mi avevi parlato?
Intende quella che dovevo fare con Alina per mercatini di Natale?
Esatto. Ma, per favore, risparmiami la battuta sugli spreadini.
Beh, l'ha fatta comunque lei...
Lo so, ma io sono il Maestro.
E io il discepolo.
Ad ognuno il suo, secondo necessità. Ordunque, come è andata?
Non siamo andati. All'ultimo momento Alina ha detto che doveva andare ad una manifestazione.
"Se non ora, quando?"
Quando cosa? Ah, si... scusi... era proprio quella. Ma come ha fatto ad indovinare?
Io sono il Maestro.
Ultimamente lo ripete spesso.
Perché hai bisogno di sentirlo.
Già, tendo a dimenticarlo. Comunque, non sarà che ha indovinato perché anche Larissa c'è andata?
Larissa non ha partecipato, sebbene me ne avesse manifestato l'intenzione.
E come ha fatto a convincerla a non andare?
Con il ragionamento.
Si, e magari un aiutino da parte del premio...
...krack...kabooom...rumble...
Ok, ok... non si adiri. La prego, mi illumini affinché anch'io possa imparare l'arte di far cambiare idea ad una donna.
Non esagerare. Far cambiare idea ad una donna è oltre le tue possibilità attuali.
Lo immaginavo, infatti non ci riesco mai. Ma non mi tenga sulle spine.
In realtà il ragionamento è semplice: lo slogan "se non ora, quando?" implica l'avverarsi di un insieme di condizioni tutte favorevoli all'esito di una azione. Il chiedersi "se non ora, quando?" non fa che esprimere il concetto che l'azione vada fatta in quel preciso momento perché, presumibilmente, non ve ne saranno altri altrettanto favorevoli.
E quindi?
Quindi tale slogan può valere solo per una volta.
Come sarebbe "solo una volta"?
Chiedersi oggi "se non ora, quando?" riguardo allo stesso argomento per il quale ti eri posto la stessa domanda mesi fa, non ha senso.
Perché?
Perché significa che mesi fa potevi rispondere alla domanda con un sempice "tra qualche mese".
Ooooh... non ci avevo pensato.
Perché non sei un Maestro.
Ma neanche Larissa lo è. Quanto ci è voluto per convincerla?
E' bastato esporre il concetto.
Si dice così ora? No, ok... scherzavo.
Larissa è una donna molto perspicace.
E molto poco prosperosa.
Farò finta di non aver sentito.
Comunque è una teoria interessante, penso che ne parlerò ad Alina.
Ricorda che non sei un Maestro.
Beh, che c'entra? Un ragionamento corretto è corretto a prescindere.
Vero, ma occorre credibilità nel farlo. Se lo dico io, posso convincere una donna dell'assurdità logica insita nell'usare in tempi diversi quello slogan. Se lo dici tu ti senti solo dare del maschilista.
Quindi mi sta dicendo che Larissa non è andata alla manifestazione e, grazie alle sue parole, è rimasta qui con lei?
Non proprio, in realtà è comunque uscita ma non è andata alla manifestazione.
E lei come lo sa che non ci è andata?
Me lo ha detto Alina.
Alina? Ma... e Alina come fa a sapere che Larissa...
Decisamente non sei un Maestro.
Troie.
Decisamente non sei un Maestro.
Troie.
Vuoi continuare in loop per molto?
Beh, che altro dovrei dire?
Non ti viene in mente nulla di diverso che possano aver fatto insieme?
Ah, certo. Andare a fare shopping, ad esempio.
Si avvicina il Natale.
Questa non l'ho capita.
Credi a babbo Natale?
Non ricominciamo. Ne abbiamo già discusso lo scorso anno ed è finita che sembrava ci credesse più lei di me.
Come al solito non avevi capito ma non importa. Ti semplifico la domanda: quando avrebbe potuto comprare il tuo regalo Alina se è sempre in tua compagnia?
Orpo...
Questo è un epiteto d'altri tempi.
No, orpo nel senso che non ho ancora pensato al suo regalo. Mi scusi, ora devo andare ad una manifestazione...

Thursday, October 6, 2011

Il premio, anno secondo

Buongiorno, Maestro. Oggi è proprio una bel... Noooooo!
Cosa ti succede? Cosa guardi?
Ma... ma... ma quello...
Quello è un premio.
No è... è...
Un fallo umano nero. Si. Come quello dello scorso anno.
E dobbiamo tenerlo per forza li?
Certo. Ti pare che si vinca un premio e non lo si esponga?
Ma non ne bastava uno?
Un premio non si mette in discussione. Se te lo assegnano ci sarà un motivo.
A beh... non so se il motivo per cui ci consegnano un cazz... scusi, un membro nero sia proprio piacevole.
Il valore di una vittoria non sta nella ricompensa ma nella vittoria stessa.
Sarà come dice lei ma...
Perché continui a fissarlo?
Non so. Così in coppia hanno un che di ipnotico.
Dubito che Alina sarebbe contenta di sapere che ti fai ipnotizzare dai peni umani di colore.
Non avrà intenzione di dirglielo? Comunque non sono ipnotizzato da quelli.
L'hai detto tu, non io. E ricorda che la verità è spesso in ciò che per primo prorompe dalla bocca.
Non mi sembra il caso di parlare di prorompere dalla bocca in presenza di simili arnesi.
Come sempre sai volgere in volgarità gratuite i miei insegnamenti.
Beh, gratuite non proprio. Diciamo che per certi lavoretti c'è un tariffario...
Basta così.
Mi scusi, Maestro.
Possiamo cominciare la lezione?
Solo una domanda: ma se non siamo andati da nessuna parte, come abbiamo vinto il premio?
Nello stesso modo dello scorso anno.
Non capisco. L'anno scorso ci eravamo recati in uno oscuro luogo.
Perché, questo ti sembra chiaro?
No. Ma... voglio dire, quest'anno non ci siamo proprio mossi.
Hai mai sentito parlare di conference call?
Non vorrà dirmi che abbiamo partecipato per telefono ad una premiazione che si svolge in un luogo virtuale.
Esatto.
Allora, vediamo se ho capito. Il premio lo vince chi partecipa, e fin qui ci siamo visto che da tempo abbiamo annunciato la nostra presenza. La premiazione si svolge in un luogo oscuro, virtuale e che non si sa dove sia ma che è pieno di gente, virtuale anch'essa. Poi questa gente, che non c'era, se ne va e si torna a casa da un luogo che non c'è. L'unica cosa reale e tangibile che ci resta è il... il...
Premio.
Chiamiamolo così.
Esatto. Ma sento un tono di sarcasmo nella tua voce, come se non mi credessi.
Beh, come storia non è molto credibile.
E, secondo te, il premio allora da dove viene? Pensi che sia andato a comprarlo in un porno shop?
No, no. Certo che no... solo che...
Vedi, il punto è che il Nerchianera Award non è un premio come gli altri. Il motivo per il quale il trofeo è un fallo nero è insito proprio nel nome stesso dell'oggetto che viene rappresentato.
Mi sono perso.
Perdersi in un luogo virtuale che definisci a tuo piacimento è decisamente una cosa che solo tu puoi fare.
Non è un complimento vero?
Riflettici. Comunque intendevo dire che il Nerchianera Award proprio perché premia tutti coloro che partecipano non può essere rappresentato che da un fallo.
Non capisco.
Vuoi vincere il premio?
Certo.
E come si vince?
Partecipando.
Allora, fallo.
Ehi, ora ci sono. Lei è un genio.
No, sono un Maestro. Il genio scopre le cose, io le so già.
Sempre modesto lei...
Ti ho già detto che l'umiltà è non credersi ciò che non si è, non negare ciò che si è.
Quindi ce ne teniamo due?
Esatto.
E l'anno prossimo?
Cercheremo di vincerlo di nuovo.
E che ci vuole? Tra vent'anni c'abbiamo una foresta.
Pazienza, allargheremo la mensola.
O apriamo un porno shop.

Il premio Nerchianera Award 2011

Tuesday, July 19, 2011

Lezione di economia

Maestro mi consigli: in cosa posso investire i miei pochi risparmi?
Tu hai dei risparmi?
Certo, cosa crede? Mica spendo tutto in... in...
Hamburger e patatine?
Beh, qualcosa si... però...
Birra e fagioli con le cotiche?
Ehm... bisogna pur mangiare...
Certo, e anche bere. Lingerie di pizzo?
Quella non è per me!
Voglio ben sperare. Presumo che sia per Alina.
Si. Sa, qualche regalo... e poi mi piace quando si mette certe cose.
Non metto in dubbio.
Insomma, tra una cosa e l'altra sono riuscito a mettere insieme una certa somma ma non so dove metterla, come investirla.
Più precisamente cosa vorresti ottenere? Perché, vedi, già il metterla o l'investirla sono due cose diverse.
Ecco, lo sapevo. Come sempre ho fatto casi... scusi, confusione. Mi illumini, Maestro.
C'è poco da illuminare: in questo periodo l'incertezza è sovrana e ne sono prova i paradossi.
Paradossi?
Si. Ti faccio un esempio: nella mentalità comune il mettere i contanti sotto il materasso è sempre stato considerato un segno di stoltaggine, di mancanza di cultura economica, di irresponsabilità.
Giusto, ci mancherebbe. Anche mia nonna sapeva che a lasciare i soldi sotto il materasso perdono di valore. C'è l'inflazione, il costo della vita che cresce...
Esatto. Ma...
Ma?
Ma immagina che un possessore di titoli avesse deciso all'inizio del 2008 di venderli tutti e mettere il ricavato in contanti sotto il proverbiale materasso.
Orpo... oggi sarebbe... porca troia!
Prima che ti scaldi, guarda che quello che è successo non rende valido o conveniente il materasso come forma di investimento, ma è indicativo di un apparente paradosso.
Apparente una cippa! I soldi persi con le azioni sono veri, se li avessi messi sotto il materasso li avrei ancora.
Certo, ma non dimenticare che se giochi d'azzardo puoi vincere ma anche perdere.
Sta paragonando la Borsa ad un casinò?
Non ho detto questo. Il punto è che quando si fa un investimento si valutano i rendimenti dello stesso ma spesso si sottovalutano i rischi, credendo che questi siano valorizzati nel rendimento o nel prezzo.
E non è così?
Solo in parte. O meglio: sono valorizzati i rischi legati ad eventi e circostanze normali, comprendendo in queste anche variazioni notevoli. Ma, ovviamente, non quelle estreme.
E perché no?
Per una questione di ragionevolezza: quando decidi di prendere un aereo, il rischio che precipiti lo metti in conto nella tua decisione?
Beh, no. Però è presente: quando decolla c'ho le chiappe chiuse.
Sempre elegante nelle tue figure retoriche. Comunque il fatto che sia presente non lo rende un fattore concorrente alla scelta. Il motivo è che se dovessimo considerare l'evento estremo con lo stesso peso che diamo agli altri fattori non faremmo più nulla. E tu non prenderesti l'aereo.
Mi sono perso.
Immaginavo. Tutto il discorso serve a farti capire che quando hai comperato dei titoli nessuno ti ha garantito che avrebbero mantenuto o accresciuto il loro valore ma che, normalmente, ciò accade. Ogni tanto, però, un aereo cade...
Quindi non devo lamentarmi?
Lamentarsi non serve a molto.
Quindi cosa devo fare con i miei soldi?
Io sono il tuo Maestro, non il tuo consulente finanziario.
Ma lei sa tutto, conosce tutto...
Ma non il futuro. Come ti ho detto spesso, non sono un indovino. Io ti posso dare gli strumenti necessari affinché tu possa fare delle scelte ma non posso scegliere al posto tuo.
Mi suona un po' come lavarsene le mani.
Pilato è una personalità sottovalutata. In ogni caso il tuo futuro è solo nelle tue mani.
Nel senso che devo decidere da solo?
No. Nel senso che devi imparare ad usarle. I lavori che generano soldi spostando i soldi non hanno molto futuro senza un paio di mani capaci.
Deve essere per quello che il mondo della finanza è pieno di troie.
Come dici?
Si, dove ci sono i potenti che comandano è sempre pieno di bordelli. Lo insegna la storia.
Io però mi riferivo ad un altro tipo di lavori manuali.
Intende il fisting?
...krack...kabooom...rumble...
Ok, ok... ho capito...

Monday, April 4, 2011

Il presente dietro di te

Buongiorno, Maestro.
Se sarà un buon...
Si, si, lo so: se sarà buono me lo dirà quando sarà finito. Ma non è che così si finisce sempre per parlare del passato?
Secondo te, questo è male?
Beh, io preferisco il presente. Anzi, mi piace pensare e parlare del mio futuro.
Bada che colui che pensa al futuro lo fa solo per costruirsi ricordi migliori.
Come sarebbe a dire?
Sarebbe a dire che il presente, nel momento in cui hai coscienza di esso, è già passato. Un ricordo, appunto.
Ma... ma... quando io e Alina, beh, insomma... quando...
Copulate?
Si, diciamo che si può dire anche così... comunque quando siamo intenti a... come ha detto lei? Ah si, copulare, stiamo vivendo il presente mica il passato.
Sei sicuro?
Certo che sono sicuro! Ci mancherebbe: le tette di Alina sono il presente e non le palpo al passato.
Pensaci bene. Quando stai, per usare un termine che comprendi, "godendo" non stai per caso assaporando qualcosa che è oramai dietro di te?
Se intende l'anal, in quello penso che il Maestro sia lei...
La bassezza dei tuoi istinti è pari solo alla pochezza del tuo spirito.
Beh, però Larissa porta crema a carrettate...
Che secondo te, ovviamente, serve a quello. Vero?
Beh, certo. Non mi sembra che lei la usi come fondotinta.
A parte il fatto che la crema non si usa come fondotinta, se proprio dovessimo accedere a pratiche di sodomia sarebbe più indicata la vaselina. Non credi?
Non sono un esperto.
Ma Alina lo è. Fatti spiegare da lei.
Come sarebbe? Alina... Alina... ma... e lei come lo sa che è esperta?
Chi credi che abbia insegnato a Larissa?
Troia.
Come dici?
Niente, solo che...
Che?
Mi ha sempre detto che non voleva perché non sapeva come si facesse, se si provasse dolore e altre palle del genere. Troia.
Non trarre conclusioni affrettate. Non ti è venuto in mente che potesse semplicemente non aver voglia di esplorare con te quella via?
E perché mai?
Per costruirsi ricordi migliori.
Non ho capito.
Vedi, non essendo sicura che una pratica sodomita con te le possa piacere, preferisce evitarla per non dover poi convivere con un ricordo spiacevole. Probabilmente ciò non avviene con altre pratiche che, al contrario, ti invita a mettere in atto.
Quindi, secondo lei, quando scegliamo di non fare una cosa che riteniamo possa essere spiacevole, lo facciamo solo per non averne il ricordo e non per il fastidio che proveremmo durante l'atto?
Esatto. Del resto se fossi sicuro di non avere memoria delle conseguenze di una azione che si sia rivelata spiacevole, perché non farla? Potresti scoprire che ti piace ma, qualora non fosse, non avendone memoria l'eventuale disagio finirebbe con il terminare dell'atto stesso.
Quindi? Potrebbe farmi un esempio?
Hai mai pensato di fare il soggetto passivo in un rapporto?
Cioè prenderlo in culo?
Perché tra mille modi di dire scegli sempre il più volgare? Comunque si, intendo proprio quello.
Non ci penso nemmeno.
Perché, qualora non ti piacesse, hai paura di doverlo ricordare per tutta la vita.
No: perché sono sicuro che non mi piacerebbe e la memoria sarebbe anche il buco del culo che brucia, altro che ricordi.
A questo serve la crema.
Mi prende in giro?
Anche. Ma non dimenticare la lezione di oggi. Cosa hai imparato?
Che quando ripenso al passato devo stare attento a che qualcuno non me lo metta nel culo. E che Alina è una troia e questa sera la esploro io la via! Le apro il canale di Suez...
Semmai la galleria del Sempione.
E poi il volgare sarei io...

Wednesday, March 16, 2011

Dieci cose

Ha, ha... eh, eh, eh... mi scusi, Maestro, buon... buon giorno.
Per quale motivo sei così ilare quest'oggi?
Ma nient... scusi, niente non si dice lo so. Insomma, io... beh, stavo leggendo sul tablet una cosa e non riuscivo più a smettere di ridere.
Questo lo avevo notato. Di cosa si tratta?
E' un decalogo, scritto da Saviano.
Quello di Gomorra?
Proprio lui. Ha scritto le dieci cose per le quali, secondo lui, vale la pena di vivere.
E cosa ci sarebbe da ridere?
Non so come la pensi lei, ma a me il fatto che al primo posto ci sia la mozzarella di bufala e solo al nono fare l'amore...
Alina c'entra qualcosa con questa tua conclusione?
Ma... ma... no, cioè si, ma pensavo che...
Vedi, ti sembra così difficile credere che tra due godimenti materiali e passeggeri uno possa scegliere la gola invece del sesso?
Non fatico a crederlo, però mi sembra da cretini...
Perché? Prova a calarti in un'altra mentalità e cerca una ragione che giustifichi una scelta simile.
Ci sono! L'alternativa era tra un piatto di mozzarelle e Rosy Bindi. Saviano ha ragione!
Non dire scemenze. Se stiamo valutando la normalità non possiamo considerare dei casi limite.
Casi limite?
Esatto. Come chiameresti il fare sesso con la Bindi?
Orrore. Non riesco nemmeno a pensarlo...
Piuttosto, sentiamo: visto che ridi dei decaloghi degli altri perché non provi a darmi il tuo?
Il mio?
Avanti, dimmi quali sono per te le dieci cose per le quali valga la pena vivere.
Beh, aspetti... ci dovrei pensare un pochino...
Se ci devi pensare significa che non sono così importanti.
No, no... ci sono. Dunque, la prima...
Aspetta. In che ordine le metti? Dalla più importante alla meno o viceversa?
Dalla più importante. Dicevo, la prima è dormire sulla spiaggia con la testa dentro la maglietta bagnata di Alina e la guancia appoggiata alle sue tette.
Magari dopo aver fatto l'amore?
Certo. Vedo che anche lei...
Non trarre conclusioni affrettate. La mia era una osservazione tecnica: fare l'amore in presenza di sabbia può diventare un esperienza scabrosa.
Scabrosa?
Si. Per spiegare la cosa a tuo livello: hai presente la carta vetrata?
Ah, si. Sapesse che male...
Non mi interessano i particolari. Vai avanti.
La seconda è un hamburgher e patatine al fresco su di una terrazza eoliana a picco sul mare.
Hamburgher e patatine?
Certo, che c'è di meglio?
Il concetto di vino bianco fresco e filetto di branzino al timo non ti sfiora nemmeno, vero?
Maestro, mi illumini: cos'è il branzino? Un formaggio tipico del bergamasco?
Si, quello con il quale si fa la polentina taragnina.
Mi sta prendendo per il culo, vero?
Vai avanti. Al terzo posto cosa c'é?
Una sera ad ascoltare musica dal vivo.
Bravo. Un'orchestra sinfonica o un'opera lirica?
Veramente mi riferivo ad un bel concerto di roba pesante, birra e rutto libero...
Lo supponevo. Larissa mi ha raccontato delle tue performance quando giungi al terzo mas. Pare che una volta ti abbiano cacciato da un locale perché i tuoi rutti mandavano in larsen i microfoni della band che suonava.
Ehm... non creda a tutto quello che dice. Insomma... io...
Quarto posto?
Una serata con gli amici più stretti. Quelli con i quali si può lasciarsi andare...
Altra birra, rutti, imprecazioni...
E i fagioli con le cotiche.
Immagino il concerto.
Si, e anche i nervetti con le cipolle.
Che suppongo servano a rendere fruibile il concerto anche ai sordi attraverso l'olfatto.
Questa non l'ho capita. Comunque, al quinto posto c'è la moto.
Da solo o in compagnia?
Bella domanda. Da solo ti godi il gusto di guidare ma in coppia c'hai le tette che sfregano contro la schiena... non saprei. Lei che dice?
Io non ho una moto.
Se per questo nemmeno le tette nella schiena perché Larissa è una tavola da surf...
Larissa non ha bisogno di orpelli fisici per interessarmi.
Orpelli fisici? Le tette?
Continua.
Al sesto posto c'è la neve che scrocchia sotto gli sci mentre scendo da un pendio innevato ed ancora intonso.
Mi fa piacere che tu abbia usato un termine corretto come "intonso".
Si, l'ho letto poco fa a proposito di un barattolo di nutella che nessuno aveva ancora aperto... va bene, non mi guardi così. Al settimo posto c'è leggere.
Finalmente qualcosa di serio. Bene. E quale è l'ultimo libro che hai letto, esclusi quelli su cui dovresti studiare le mie lezioni?
Giulio coniglio e la renna Renata
E cosa sarebbe?
Beh, sa... Lucrezia ha una nipotina di due anni e io le leggo le storie...
Sei un caso irrecuperabile. All'ottavo posto?
La cucina. Mi piace cucinare.
E mangi hamburgher e patatine su una terrazza eoliana?
Cosa c'entra... io... mi diverto a inventare ricette. Anche se devo dire che Lucrezia, che mi sta dando lezioni, non è molto soddifatta della mia creatività.
Sarà soddisfatta da qualcosa d'altro...
Chi, io? Con Lucrezia? No, no: se lo venisse a sapere Alina mi farebbe fare la fine del cappone di Natale... quello che volevo dire è che il mio ultimo piatto, la lingua salmistrata al nero di seppia con granella di cocco non le è piaciuto molto.
Nono posto, che, per fortuna, abbiamo quasi finito...
Fare snorkeling sulla barriera corallina.
Finalmente qualcosa di normale.
E al numero dieci c'è pisciare, soprattutto quando è un po' che la tieni.
Spero non mentre fai snorkeling.
Si, lo so che fa un po' schifo ma è vero: è una soddisfazione, una liberazione, come un senso di... di...
Di?
Di libertà!
Bravo. La libertà. I tuoi dieci motivi per i quali valga la pena di vivere sono in realtà uno solo: la libertà di fare ciò che ti piace.
Vuole dire che sono stato qui a pensare a dieci cose per niente?
Esatto. Ed è il motivo per il quale non sei un Maestro: pensi al particolare quando potresti evitarlo passando ad un livello di astrazione più elevato.
Se ho capito bene, mentre io penso alle tette lei, essendo ad un livello di astrazione più elevato, si è già cuccato anche la figa e il culo?
Diciamo che hai usato un paragone volgare ma corretto.
Allora il burro che portava Larissa serviva per il livello di astrazione... no, va bene, me ne vado...

Wednesday, January 12, 2011

L'ignorante 2.0

Buongiorno Maestro e buon anno.
Se sarà buono te lo dirò quando potrò saperlo, cioè alla fine.
Sempre gentile lei. Era solo un augurio.
Cos'è l'oggetto che reggi nella mano?
È un tablet. Me lo sono regalato per Natale. Adesso ho sempre con me tutte le informazioni che mi servono.
Questo ti fa sentire più sapiente?
Certo. Google, Wikipedia, blog, giornali...
Quindi sei passato dall'essere un semplice ignorante ad essere un ignorante 2.0.
Ma... come sarebbe?
Vedi, le informazioni, che nel tuo caso sono più correttamente nozioni, sono solo un ingrediente del sapere. Poi ci vuole la ricetta e, soprattutto, il cuoco.
Ma come, se ho un dubbio adesso trovo la risposta.
Certo. Ma non la capisci.
In che senso?
Se la risposta che cerchi è solo una nozione allora hai ragione. Ma questo non è sapere, è cultura. O meglio, nozionismo. Anche un animale può essere addestrato a rispondere correttamente ad un quesito che abbia come risposta una nozione.
Un animale?
Se chiedo la data di nascita di Cavour, la scrivo su una lavagnetta con altre a caso e, sotto quella corretta, metto una banana anche uno scimpanzé mi tocca quella giusta.
Ogni riferimento al fatto che il mio tablet si debba toccare per ottenere risposte è, presumo, involontario vero?
Esatto.
Mi sembrava...
Comunque, tornando alla metafora della cucina, così come gli ingredienti sono un componente necessario ma non sufficiente per la riuscita di un piatto, le nozioni sono solo la base di un ragionamento. Il sapere consiste nell'elaborare le nozioni al fine di ottenere risposte complesse.
Beh, ma mi sembra che più nozioni si abbiano e meglio sia.
Se in una zona metti un supermercato più grande o negozi con ingredienti di qualità migliore non aumenta il numero di persone che mangia piatti più buoni ma solo il costo del pasto.
E perché?
Un buon cuoco ottiene buoni piatti anche con ingredienti scarsi. Un pessimo cuoco ottiene pessimi piatti anche con ingredienti buoni. Il supermercato più grande o i negozi di qualità non modificano la bravura dei cattivi cuochi.
Quindi, secondo lei, il mio tablet non serve a nulla?
Non ho detto questo. Ma solo che la sapienza non risiede nella nozione ma nella capacità di elaborare la stessa. In quest'ottica l'accesso rapido e ubiquo alle informazioni è di estrema importanza ed arricchimento solo se chi vi accede sa come utilizzarle.
Gli ignoranti 2.0 chi sono, allora?
Sono quelli che credono che basti leggere Wikipedia per avere le risposte ed essere un esperto in qualsiasi campo.
Beh, però si trovano tante risposte in rete...
E molte più domande.
Orpo...
Come in ogni cosa occorre equilibrio. E umiltà.
Senti chi parla di umiltà...
L'umiltà non è minimizzare ciò che si è ma evitare di credersi ciò che non si è.
Oooooh...
Chiudi la bocca che sbavi sul vetro del tablet.
Mi scusi.
Vedi, l'accesso a montagne di informazioni è sicuramente una cosa positiva ma va evitato l'errore di credere che ciò ci renda automaticamente più sapienti. In tal senso andrebbe accompagnato da una robusta dose di educazione al corretto uso delle stesse. Ma ciò non sta avvenendo perché la tecnologia corre più veloce di quanto l'educazione possa fare.
Maestro, mi illumini: cosa devo fare del mio tablet?
Tienilo a portata di mano, usalo per integrare ciò che ti dico, per fare ricerche personali, anche per verificare ciò che dico, se te la senti... ma non dimenticare che il vero sapere risiede solo nel riconoscere i tuoi limiti.
I miei limiti?
Si. L'avere a disposizione tutto lo scibile medico attraverso la rete non fa di te un chirurgo. Ma un chirurgo con a disposizione tutto lo scibile medico attraverso la rete è un medico migliore.
Grazie, Maestro. Certo che da adesso in poi non può più sbagliare...
Io non sbaglio mai. Semmai sbaglia la rete.
Umiltà, vero? Noooo, lasci stare il premio. Me ne vado...

Monday, December 20, 2010

Cenere di Babbo Natale

Maestro, visto il periodo ho una domanda forse futile ma... quando ha smesso di credere in Babbo Natale?
Cosa ti fa pensare che io non creda a Babbo Natale?
Beh... come... cioè... ma è una cosa da bambini!
Perché tu non hai ancora imparato ad andare oltre il mero significato materiale delle cose. Ma credo di aver capito il senso della tua domanda e, siccome a Natale sono tutti più buoni, ti rispondo: ogni essere in grado di ragionare non può credere a Babbo Natale.
Beh, ma un bambino...
Un bambino crede a Babbo Natale perché lo idealizza e gli piace credere in questa bella storia ma ha tutti i mezzi necessari a scoprire l'inganno.
Un bambino?
Certo. Pensi che siano così stupidi da credere che uno gli porti i doni calandosi per un camino quando la maggior parte delle case di oggi ne è sprovvista?
Orpo... non ci avevo pensato.
Già. E anche quelli che hanno un caminetto credi che non si accorgano che un personaggio evidentemente sovrappeso non passerebbe mai per la canna fumaria? O credi che abbiano in mente Babbo Natale elastico stile Mr Fantastic?
Mr fantastic? Ma... ma... lei legge i Fantastici Quattro?
Certo. Un Maestro è fonte di sapere perché legge tutto ciò che il genere umano produce.
Quindi legge anche... ehm, voglio dire, quelle riviste... come dire...
Pornografiche?
L'ha detto lei eh, io non c'entro.
Lo so che l'ho detto io. Si, le leggo. Ti stupisce?
Beh, pensavo che preferisse letture più elevate.
Come i Fantastici Quattro?
No, io... va beh, torniamo a Babbo Natale. Quindi lei dice che i bimbi, in realtà, ci credono solo perché voglio crederci?
Esatto.
E quando diventano grandi, perché non ci credono più?
Perché hanno smesso di essere bambini. Credono che certe cose non siano più necessarie e si debbano superare per entrare nell'età adulta. Così come tu credi che un Maestro non possa leggere i fumetti o le riviste porno, gli adulti credono che sia necessario dar voce all'intelletto ed escludere ciò che non è spiegabile. Ma così facendo cancellano anche i loro sogni.
Mi sta dicendo che certe volte dobbiamo mettere da parte il sapere?
La vita è equilibrio. Se devo costruire un ponte non mi affido ai sogni ma alla fisica e alla matematica. Ma non sempre devo realizzare un ponte. Per creare un momento di pace, serenità e gioia interiore basta la fantasia. E la voglia di credere che tutto questo esista.
Quindi lei crede in Babbo Natale?
No.
Come no? E tutto quello che mi ha detto fin ora?
Ho detto che ognuno di noi ha un modo per dare un nome al momento in cui si lascia cullare dal pensiero che i suoi sogni possano realizzarsi. Per taluni è Babbo Natale e credono in lui.
E per lei?
Se esistesse Babbo Natale, tu potresti diventare Maestro.
Questa mi mancava...
In ogni caso tranquillizzati. Babbo Natale non esiste, e se esistesse sarebbe morto bruciato.
O mio Dio. E perché proprio bruciato?
Seguimi nel ragionamento: supponiamo che ci siano 2 miliardi di bimbi al mondo ma, siccome Babbo Natale non si occupa di mussulmani, hindu, buddisti e altri, possiamo ipotizzare che debba considerare solo il 20% di essi. Data una media di 3 bimbi a famiglia e supponendo che ce ne sia almeno uno buono per famiglia, si ottiene che deve portare doni in circa 134 milioni di case.
Minchia! Scusi... fin qui ci sono.
Il nostro ipotetico babbo Natale ha a disposizione 31 ore per portare a termine le consegne considerando i differenti fusi orari e la rotazione della terra. Ovviamente assumo che viaggi da est verso ovest. Questo significa che deve fare 1200 consegne al secondo. Cioè deve muoversi ad una velocità tale da incenerire all'istante renne, slitta e Babbo Natale.
Nooo, povero panzone. Scusi.
Già. Per non parlare del carico. Se ogni dono pesa anche solo mezzo chilo le povere renne dovrebbero tirare una slitta da più di settantamila tonnellate.
Gran belle renne...
Tra parentesi una renna può tirare, generalmente, circa 400 chili. Anche ammesso che una renna volante non abbia l'attrito della slitta e possa tirare 10 volte tanto, occorrerebbero...
Quasi ventimila renne. Sai che odore!
Come che odore?
Beh, scoreggiano, cagan...
...krack...kabooom...rumble...
Va bene, va bene. Ne riparliamo a capodanno.

P.S. per i precisini dalla matita rossa in servizio permanente effettivo che stanno già pigliando in mano la calcolatrice: i numeri sono molto arrotondati e solo indicativi. Astenersi perditempo.

PP.SS. Per chi volesse, invece, leggere l'intero mistero di Babbo Natale con i calcoli matematici e molto più, si accomodi: Santa Claus Mystery

Friday, November 12, 2010

Amore ed escort

Maestro, cos'è l'amore?
E non mi risponda che sapere cos'è sia irrilevante perché io... io...
Ti vedo turbato, mio discepolo. Cosa ti succede?
Niente... è solo che Alina... Alina...
Alina cosa?
Troia.
Non osare pronunciare termini di questo tenore in mia presenza.
Ma anche lei...
Io sono un Maestro e padroneggio la potenza del termine sapendo in che contesto utilizzarlo. Dicevi di Alina, cosa ha fatto per indurti in questo stato?
Niente... lei...
Senti, se continui a iniziare le risposte con il termine "niente" ne deduco che non ti sia successo niente e Alina non ti abbia fatto niente quindi che il tuo stato sia, quantomeno, incoerente con la situazione.
Eh?
Incoerente con la situazione, cioè, per dirla in modo semplice, ingiustificato.
Beh, comunque le cose stanno così. Ieri dovevo far tardi per delle commissioni e le ho detto che non sarei rientrato prima delle dieci. Poi ho fatto più in fretta di quanto pensassi e, tutto contento, sono arrivato a casa alle otto e mezza. Ho aperto con le mie chiavi, posato il cappotto e... e...
E cosa?
E ho sentito un rumore.
Che genere di rumore?
Un cigolio. Ritmato. Io... io... lo conosco bene quel cigolio. Troia.
Credo di aver capito. E cosa hai fatto a quel punto?
E cosa voleva che facessi? Che salissi di sopra con una pistola e sparassi a lei e chi si stava scopando? Ho rimesso il cappotto e me ne sono andato.
Dove?
Beh, per un po' ho girato. Non sapevo dove andare, cosa fare. Poi, non so perché, mi sono trovato davanti a casa di Larissa. Ho suonato e lei mi ha aperto.
Troia.
Maestro, cosa...
Troia.
Non è come pensa... abbiamo solo parlato...
Troia.
Giuro, con lei non ho fatto nulla. Avevo solo bisogno del nuovo indirizzo di Lucrezia. Ha appena traslocato e non sapevo dove...
...krack...kabooom...rumble...
E vabbé, per un indirizzo... ma cosa fa? Nooo, lasci stare il premio... aiuto!
Perché invochi aiuto?
No, è che quando ha afferrato il premio ho pensato che...
I miei metodi di insegnamento non contemplano la sodomia punitiva. Piuttosto, quella sera hai poi incontrato anche Lucrezia?
No. Grazie alle indicazioni di Larissa sono stato a casa sua ma non c'era.
E non ti viene in mente dove avrebbe potuto essere?
No, perché? Dovrei saperlo?
Vedi, mio allievo, l'amore è quanto di più irrazionale esista al mondo. Conoscere cosa esso sia è irrilevante perché, quand'anche lo si potesse conoscere, non servirebbe a nulla. Nessuna teoria può ingabbiare l'irrazionalità perché se ciò fosse possibile, l'irrazionalità non sarebbe tale.
Mi sono perso. Cosa c'entra tutto ciò con Alina?
Sei proprio sicuro che giacesse con un uomo?
Certo. Beh, no. Non l'ho visto ma penso di si... insomma... credo...
Credi. Già. E Lucrezia non era in casa.
Ed è Alina che ha trovato casa a Lucrezia. Che stupido sono...
Non sei stupido, sei innamorato.
Già. Ma comunque Alina è una troia. E adesso cosa dico in giro? Gli amici mi prenderanno per il culo fino al ventitreesimo secolo.
Siccome ne sei innamorato chiamala escort.
Ma resta sempre una troia.
Certo, ma detto così sembra un mestiere e gli altri non ci troveranno nulla di male.
Lei ne sa una più del diavolo.

Saturday, November 6, 2010

Seni

Beh, si, insomma... tette!
Maestro, tutti i posti qui intorno sono pieni di tette, perché questo no?
E chi ti dice che non lo sia?
Ascolti, va bene che lei è un Maestro e io solo un allievo ma se qui ci fossero delle tette le assicuro che le avrei viste.
Appunto.
Appunto cosa?
Questo è un oscuro luogo, come pensi di vedere qualcosa?
Non vorrà tirar fuori ancora la storia del virtuale, vero? Perché le tette virtuali non funzionano. Si devono vedere e possibilmente palpare.
Appunto.
Ma... appunto che?
La spiegazione è già nelle tue stesse parole: le tette ci sono ma non puoi vederle perché questo è un oscuro luogo. Quanto al toccarle non è possibile poiché questo luogo si veicola solo per immagini.
Se ho capito bene qui sarebbe pieno di tette ma non le possiamo vedere perché è tutto nero né toccare perché internet non veicola il tatto.
Esatto. E la locuzione "veicola il tatto" dimostra che stai imparando.
Maestro, perché mi prende sempre per il culo?
Perché, come dice Uriel, c'è una comoda maniglia.
Mi pareva... aspetti, chi è Uriel?
Un Maestro.
Ed è stron... severo come lei?
Molto di più. Ma siamo profondamente diversi.
Perché?
Perché il suo luogo è chiaro, come il suo eloquio e il suo giudizio.
Quindi la le tette si vedono?
Beh... certo, è evidente.
Posso cambiare Maestro?
...krack...kabooom...rumble...
...krack...kabooom...rumble...
Scherzavo...

Saturday, October 9, 2010

Gli ignoranti

Maestro, come si conserva il sapere?
Tramandandolo attraverso l'insegnamento.
Quindi io sarei il suo backup?
Non esageriamo. Un backup è una copia completa dell'originale. In te c'è, forse, il contenuto del mio mignolo del piede.
Grazie, sempre molto gentile...
Non prendere per offese ciò che sono invece insegnamenti. Se non ti spronassi continuamente mettendoti di fronte alla tua ignoranza non avresti la costanza per continuare.
Invece così mi viene voglia di mandarla a...
Non ti permettere. Sai a cosa vai incontro se non completi il tuo ciclo di studi.
Si, si, lo so. Ma torniamo a noi: come è arrivato fino a lei il sapere?
Vedi, si tende a pensare che nel corso della storia la cultura sia additiva. Una nuova conoscenza si sommerebbe alle precedenti in un continuo che cresce sempre più. In realtà la conoscenza ha subito dei momenti di arresto se non veri e propri regressi.
Oh bella. Vuole dirmi che ad un tratto tutti si sono dimenticati di qualcosa che sapevano?
Beh, se ci pensi non è così sorprendente in società che tramandavano il sapere per via orale. O, in tempi più recenti, attraverso biblioteche uniche ed irripetibili. Quando una di queste andava a fuoco si perdeva tutto il sapere in essa custodito.
Caspita. E poi cosa succedeva?
Succedeva che si dovesse tornare da capo. A tal proposito vorrei raccontarti la storia di Jean Marie Default.
Chi?
Jean Marie Default, un matematico le cui teorie sono giunte ai nostri giorni in modo molto incompleto proprio perché l'abbazia in cui lavorò andò a fuoco dopo la sua morte causando la perdita di tutto il suo lavoro.
Sai che perdita...
Una grandissima perdita. Da quel poco che sappiamo aveva sviluppato la teoria della luna storta che, per le conoscenze dell'epoca, era assolutamente rivoluzionaria.
Ma di questo ti parlerò dopo. Dunque, devi sapere che Jean Marie Default era un Abate...
Coltivava pere?
A volte vorrei... lasciamo perdere. Dicevo, Jean Marie Default era l'Abate dell'abbazia di Quantum-Leap. L'abbazia sorgeva sulle terre di Lord Sinclair, un signorotto tracotante ma, a suo modo, geniale che spesso entrava in conflitto con padre Default. Questi conflitti, peraltro per questioni banali, divennero sempre più frequenti finché, un giorno, un frate osò dire che l'Abate era più ferrato di Lord Sinclair nel calcolo computazionale.
Esistevano già i computer?
Certo, e andavano a carbonella. Ti sembra una domanda intelligente? O vuoi dirmi che non ti ricordi cosa sia il calcolo computazionale?
No no, lo ricordo, lo ricordo... vada avanti, la prego...
Lord Sinclair si offese e assoldò un famigerato bandito dell'epoca affinché il giorno di Natale del 1024 k.b. uccidesse il figlio segreto dell'Abate, Vic, 20 anni proprio quel giorno.
Urca, e poi?
Di tale bandito, che si faceva chiamare Spectrum, si conosce poco. Si sa, invece, con certezza che a salvare il figliolo fu l'intervento della madre, Lady Ada Lovelace, che, con la sua avvenenza, riuscì a conquistare la fiducia e i servigi del vecchio Commodoro di corte.
C'è pure il Commodoro...
Esatto. Nonostante i suoi 64 anni, il Commodoro riunì la sua vecchia ciurma, i Nerds di Cupertino, e, grazie al loro aiuto, liberò il giovane Vic.
Figo... e come è finita?
É finita che, dopo un po' di tempo, arrivò il Signore dei Cancelli e tutto cambiò. Se per il meglio o per il peggio, non lo si è capito nemmeno oggi ma si sa che la ciurma del Commodoro si trovò un nuovo capo, un tizio anche lui di Cupertino famoso per aver addentato una mela a strisce.
Newton...
Newton?
Si, quello che... ah no. Ha ragione, Newton è quello a cui cadde in testa.
Comunque, come dicevo, tempo dopo la morte di Jean Marie Default l'abbazia andò a fuoco e con essa tutti i manoscritti dell'Abate. Si credeva di aver perso tutto il suo lavoro, compresa la famosa teoria della luna storta.
Invece?
Invece, un matematico rivale dell'Abate, di nome Erik Setup, aveva una copia privata di alcuni dei suoi scritti su cui stava lavorando per confutarne le tesi. Con l'aiuto fondamentale di una archivista francese, Madame De Recovery, riuscì a riportare alla luce parte del lavoro di Default che ora è conservato presso il museo Ultrium di Ulm.
C'è anche la famosa teoria?
Esattamente.
E di cosa tratta? Sono curioso...
La formulazione non è completa ma pare fosse uno dei primi tentativi per trovare una spiegazione al fatto che, mano a mano che la luna passa dalla fase piena a quella nuova, oltre a diventare una falce si inclini.
Si inclina?
Quando la luna non è piena la punta superiore è allineata con quella inferiore?
Beh, no. Accidenti non ci avevo mai fatto caso...
Appunto. Inoltre questa teoria sembra sia alla base del detto usato ancora oggi per indicare una persona di malumore. Non si dice forse che "ha la luna storta"?
È vero, ma cosa c'entra l'Abate e la sua teoria?
All'epoca la notte era buia non essendoci altra fonte di luce che lanterne, torce e fuochi. Viaggiare o lavorare di notte era difficile. Quando la luna era piena, però, si poteva contare su questa fonte luminosa che rendeva il tutto più facile. Ovviamente, mano a mano che la luna usciva dalla fase piena, tale luce veniva meno e questo non piaceva alla gente che diventava di malumore. Da qui la "luna storta".
Ohhh... questa è una delle sue migliori lezioni.
La vera lezione la imparerai quando andrai in camera tua e farai alcune ricerche sui personaggi di questa storia.
Sento che c'è la fregatura...
Esatto. Scoprirai quanto è facile darla a bere agli ignoranti e quanto pericoloso sia esserlo.
Lo sapevo... mi ha preso per il culo un'altra volta.

P.S. grazie a Uriel per aver inventato il matematico Jean Marie Default.

Monday, September 27, 2010

Gli ignorabili

Buongiorno Maestro e scusi il ritard... Nooo, il... il...
Il premio.
Ma allora non scherzava.
Ti sembro un tipo che scherza? In una cerimonia ufficiale poi?
Beh, però non è che quello li sia proprio come l'Oscar...
Solo perché non è dorato?
Non intendevo questo. Insomma... è un cazzone nero!
Esatto. Ma il suo aspetto è irrilevante.
Conosco donne che non lo definirebbero proprio in quel modo...
Dovrò esercitare tutta la mia pazienza per sorvolare le tue pochezze.
L'aspetto è irrilevante perché ciò che conta sono le motivazioni del premio e non l'oggetto che lo rappresenta. Che sia una medaglia, una coppa o un membro non ha rilevanza alcuna.
Coppa e membro... bella questa!
Non mettermi in bocca pensieri che non mi appartengono.
Va bene, ho capito. Piuttosto: ha sentito che ci sono dei tizi che si sono incazzati perché abbiamo vinto noi?
Le cose non stanno proprio così. Si sono adirati perché il nostro premio assomiglia al loro e dicono che questo potrebbe generare dileggio e confusione.
Mah... non mi sembra che l'abbiano presa così alla leggera. Dicono che gli abbiamo dichiarato guerra. A proposito: cosa significa che il nostro premio assomiglia al loro?
Non sicuramente quello che stai pensando.
Adesso mi legge anche nel pensiero?
Non ci vuole molto.
Si, in effetti stavo pensando a qualcosa che assomigli al caz...
Smettila di chiamarlo in quel modo volgare.
Obbedisco, Maestro. Cosa possiamo fare?
Nulla.
Come "nulla"? Dicono che vogliono vendicarsi...
La violenza non è di questo mondo.
Vuole dire che all'altro mondo si menano?
Voglio dire che in un mondo virtuale fatto solo di parole la violenza può essere solo verbale. Ma essa ha un limite preciso che è il ridicolo. E le armi più potenti sono la goliardia, la risata grassa e lo "Embeh?" (© Uriel)
Cioè, se ho capito bene, la nostra risposta sarà prenderli per il culo e ignorarli?
No. Ci basterà ignorarli. A, come dici tu, prendersi per il culo ci penseranno da soli. E non se ne accorgeranno.
Forte... non facciamo un cacchio eppure li distruggiamo.
Non credere che sarà facile. Ignorare e far finta di nulla non è affatto una cosa semplice ed indolore.
Perdoni, Maestro, ma mi sembra che stia esagerando. In fin dei conti io sono un esperto nel non far nulla.
Alina è una troia.
Come si permette! Io...
Visto?
Mi ha fregato...
Come sempre. Del resto sono il Maestro.
Ti pareva... era un po' che non me lo diceva.
Ora torna in camera tua e rifletti sulla tua capacità di ignorare ciò che ti circonda.
Maestro, non potrei rimandare questo compito ad un altro giorno?
E per quale motivo?
Beh... oggi...
Oggi cosa?
Lucrezia viene a darmi lezioni di cucina ed è difficile ignorare il suo cul...
Troia.
Pure lei?
Lei e sua madre.
Maestro! Non mi ha appena insegnato che occorre ignorare...
...krack...kabooom...rumble...
...krack...kabooom...rumble...
Va bene, va bene, me ne vado...

Saturday, September 25, 2010

Il premio

Maestro, cosa ci facciamo qui?
Dobbiamo ritirare un premio.
Sarebbe quello li, sul tavolo della giuria?
Esatto. Solo che quello non è un tavolo e la giuria non c'è.
Come sarebbe non c'è la giuria? E poi quello è un tavolo, lo vedo benissimo.
Il tavolo non esiste perché questo luogo è virtuale. È la tua mente limitata che, non avendo il grado di astrazione necessario, semplifica le cose materializzando ciò che materia non è.
Si, certo, e magari il premio non è un cazzone nero...
No. Il premio è proprio quello.
Gentili...
Non giudicare ciò che non conosci. Il Nerchianera Award è un premio molto ambito.
Immagino... soprattutto dalle donne.
Farò finta di non aver sentito l'idiozia che hai detto. Dicevo che è molto ambito perché non viene vinto da cani e porci né da coloro che sono usi blandire i giudici.
I leccaculo...
Beh, diciamo che si possono definire anche così.
Ma se non c'è giuria, chi stabilisce il vincitore?
Qui sta la grandezza del premio: lo vince chi partecipa.
La grandezza del premio è evidente... Ehi ma allora, essendo qui, posso vincerlo anche io.
Tu sturmi e dranghi?
Eh?
Ripeto, tu sturmi e dranghi?
Maestro, non capisco.
Per questo non hai vinto il premio.
Lo sapevo, mai che riesca a vincere qualcosa. Ehi, guardi quella che tette!
Non sono uso guardare particolari anatomici nelle persone ma devo riconoscere che la Lucarelli è decisamente dotata. Tira dentro la lingua che sembri un cane accaldato.
Mi perdoni. Senta ma se non c'è la giuria chi ci chiama sul palco per ritirare il premio?
Il conduttore.
E chi sarebbe?
Non c'è.
Come non c'è? Mi prende per il culo?
No. Così come il premio viene vinto da tutti coloro che partecipano senza che una giuria lo assegni loro, altrettanto viene ritirato senza che un conduttore glielo porga.
Ci sono: è un premio anarchico!
Non dire sciocchezze. Solo chi sturma e dranga lo può ricevere.
Scusi, lo avevo scordato.
Vieni, tocca a noi.
E lei come fa a saperlo?
Io sturmo e drango.
Aaah, adesso è chiaro...
Muoviti. E lascia parlare me.
Ma a chi parla se non c'è nessuno?
A tutti i presenti che, come il tavolo, sono virtuali e quindi tu non puoi vedere.
Oggi la lezione è veramente dura...
Signore e signori, nel ritirare questo ambito premio non posso non sottolineare quanto esso sia frutto di anni di lavoro, studio e meditazione. Il poter essere oggi qui ad assaporare la vostra simpatia, la vostra allegria e la vostra commovente umanità è premio e gratificazione immensa...
Che paraculo...
... Ringrazio tutti i presenti per aver contribuito a creare questo luogo attraverso quella partecipazione, fantasia e libertà intellettuale che pervade ed è caratteristica solo di chi vale veramente...
Paraculo al quadrato...
... Ritiro con gioia immensa il premio che provvederò ad esporre nel luogo che più mi è caro e nel quale esercito la mia attività: l'aula in cui insegno.
Nooo, un cazzone nero in aula no, la prego. Maledizione, il premio non poteva essere un busto in bronzo della Lucarelli?
... Nella speranza che altri possano conseguire quel successo che questo premio mi consacra, vi ringrazio sentitamente e vi auguro di poter raggiungere ogni vostro obiettivo.
Adesso non mi dirà che l'hanno applaudita...
Certo, non hai sentito?
Mi faccia indovinare: anche l'applauso era virtuale.
Esatto.
E adesso che facciamo?
Torniamo a casa. La cerimonia è finita.
Suppongo che lo abbia capito dal fatto che non c'è più nessuno.
Esatto. Ma sento una sottile vena di sarcasmo nella tua voce. Comunque prendi il premio che andiamo.
Io?
Certo. Ti pare che un Maestro possa andare in giro con il simulacro di un membro in mano?
Ma...
Niente ma. E cammina che Lucrezia deve aver già messo in tavola.
Che lezione del cazzo...

Il premio Nerchianera Award

Wednesday, September 15, 2010

De gustibus

Maestro, quando abbiamo parlato di bellezza avevate detto che è nell'occhio di chi guarda. Devo dedurre che anche i gusti sono personali?
Certamente. Il gusto altro non è che l'assaporare la bellezza.
Beh, però i fagioli con le cotiche sono buoni mica belli...
Perché la tua mente ancora limitata non riesce a percepire la bellezza come insieme di sensazioni. Essa distingue ancora ciò che i tuoi sensi ti riportano, attribuendo ad ognuno di questi segnali un valore che puoi discriminare. Così tu senti il buono del cibo e osservi la bruttezza del suo apparire considerandoli, però, separatamente.
Non ho capito. Mi sta dicendo che questo è indice di una mente limitata? A me sembra il contrario. Cioè, riesco a distinguere più cose...
... ma perdi l'essenza dell'insieme che è più della somma dei suoi elementi.
Cosa intende dire?
Un cibo particolarmente ributtante alla vista lo assaggeresti?
Beh, probabilmente no.
E come faresti, in questo caso, a sapere che il sapore non sia tale da darti una esperienza nell'insieme gradevole? In fin dei conti anche i fagioli con le cotiche hai detto che non sono di bell'aspetto ma li mangi.
Ha ragione ma, in questo caso, qualcuno mi ha detto che sono buoni.
Il critico.
Chi?
Il critico.
Cosa c'entra un critico?
Vedi, c'è una figura umana il cui mestiere è stabilire se una cosa sia bella o brutta, buona o cattiva. Il critico, appunto.
Mai conosciuto uno, giuro.
Sei sicuro? Chi ti ha detto che i fagioli con le cotiche sono buoni e, con la sua autorevolezza, ti ha spinto ad assaggiarli nonostante il loro aspetto?
Mio padre, ma...
... ma non era un critico. Lo so benissimo. E lo so perché mancava di due caratteristiche essenziali per esserlo: il farlo di mestiere e il considerarti un essere inferiore se non concordi con lui. In questo il critico si distingue dal semplice esperto che ti consiglia.
Vediamo se ho capito: il critico è uno a cui piacciono i fagioli con le cotiche e pensa che debbano piacere a tutti.
Esatto.
Quindi se al critico non piacciono i nervetti con le cipolle, io non dovrei mangiarli perché mi dovrebbero fare schifo.
Esatto. Per inciso, mangi solo di queste cose?
Sarà buono quello che mangia lei... a proposito, cosa mangia un Maestro?
Cosa io mangi è irrilevante.
Lo supponevo... me lo farò dire dalla cuoca.
La conosci?
Beh, si... certo... a volte vado a lezione di cucina a casa sua.
Troia.
Questa parola la devo avere già sentita...
La lezione è finita. Medita su quanto hai imparato e ricorda che la bellezza e tutto ciò che con essa ha a che fare non può essere giudicata se non dal fruitore.
Vale anche per il comportamento delle persone... magari non sono tutte troie... Lucrezia, in fondo, è una cuoca sebbene...
...krack...kabooom...rumble...
...krack...kabooom...rumble...
Ok, ok, la lezione è finita...

Thursday, September 9, 2010

Bella da morire

Maestro, cos'è la bellezza?
Conoscere cosa essa sia è irrilevante.
Lo sapevo... beh, però conoscere Megan Fox non sarebbe così irrilevante...
Intendevo "conoscere" nell'accezione di "sapere" non di "frequentare".
Per inciso, sei sicuro che la frase che hai appena enunciato piacerebbe ad Alina?
Cosa c'entra... Alina è Alina ma Megan Fox...
... è Megan Fox. Continuando: io sono io, tu sei tu, lui è lui e loro sono loro. Vuoi andare avanti molto prima di capire la sciocchezza che hai detto?
Non intendevo in quel senso...
Appunto. Ciò che intendevi non è coerente con il tuo pensiero passato. Non avevi forse detto "Alina è come Megan Fox con il seno della Bellucci"?
In raltà avevo detto "tette"... vedo che se lo ricorda, però.
Io non dimentico mai nulla.
Come gli elefanti...
Farò finta di non aver sentito il tuo accostamento della mia persona ad un pachiderma.
Era solo un paragone... ma torniamo alla bellezza. Perché sarebbe irrilevante?
Non ho detto che sia irrilevante la bellezza, ma che sia irrilevante conoscere cosa essa sia.
Siamo alle solite...
Se così non fosse tu non saresti un allievo ma un Maestro.
Grazie.
Prego. Il punto è che la bellezza si gode ma non si spiega. Essendo essa nell'occhio di chi guarda non esiste risposta alla domanda "cosa essa sia" perché tale "cosa" sarebbe diversa per ognuno di noi.
Cio che è bellissimo per te potrebbe non esserlo per me...
Su questo posso concordare...
...e ciò che è bellissimo per me potrebbe non esserlo per te.
Di questo sono certo.
Bada che la certezza è l'anticamera della morte.
Eee, la péppa, come siamo macabri.
Non è essere macabri. Ricorda che l'unica cosa certa della vita umana è la morte ed essa inizia nel momento in cui si hanno troppe certezze.
Come sarebbe "l'unica cosa certa"? E tutto quello che lei mi ha insegnato?
Non confondere il sapere con le certezze. Sapere è curiosità non certezza. Ciò che oggi è certo domani potrebbe non esserlo più e rivelarsi falso. Ma solo agli occhi di chi avrà la forza di mettere sempre tutto in discussione e non dare nulla per scontato.
Quindi, se ho capito bene, quando sarò un Maestro dovrò tornare da capo perché ciò che avrò imparato potrebbe essere tutto falso?
Esatto.
Ma allora lei... lei...
Se stai traendo la conclusione che siamo entrambi allievi ti avverto che prima di arrivare a dirlo devi diventare maestro almeno una volta. E se stai pensando quello che credo, questo non avverà mai.
Beh, "mai"... le certezze non esistono, lo ha detto lei...
Vero. Ma esiste anche la probabilità che un evento accada e nel tuo caso...
Torniamo al discorso sulla morte...
La morte è l'unica certezza nella vita umana. Ricorda: non tutto ciò che deve averlo ha inizio, ma tutto ciò che ha inizio sicuramente ha fine. Quindi la fine è l'unica cosa certa di ciò che ha un inizio.
Ahem...
Senti... io non sono contrario alla masturbazione maschile ma non potresti aspettare di essere in bagno prima di dare sfogo a certe pratiche?
No, Maestro, sto solo facendo gli scongiuri.
Li fai sempre così elaborati?
Ma saranno cavoli miei? E poi, lei non ha un altro posto dove guardare?
L'occhio cade dove l'interesse si accende. E l'interesse è curiosità. E la curiosità è la via del sapere.
Orpo, lei ha appena sdoganato i guardoni...
...krack...kabooom...rumble...
...krack...kabooom...rumble...
Va bene, va bene, me ne vado...

Wednesday, August 25, 2010

Il tempo

Maestro, cos'è il tempo?
Intendi quello atmosferico o, per restare su di un piano che sei in grado di comprendere, quello che si misura con l'orologio?
Intendo quello dell'orologio.
Conoscere cosa esso sia è irrilevante.
Beh, mi scusi, ma se ogni cosa che le chiedo di conoscere è irrilevante cosa ci faccio qui?
Impari.
Imparo cosa?
Che ci sono cose rilevanti ed altre no. E, spesso, quelle che si notano di più sono quelle irrilevanti.
Sono confuso. Come si fa a dire che il tempo sia irrilevante?
Infatti non l'ho detto. Ho detto che è irrilevante conoscere cosa esso sia.
Ora si che ho capito...
Sento una sottile vena di sarcasmo nella tua voce, potrei adirarmi per questo...
No, la prego Maestro. Mi illumini con la sua saggezza.
Dunque: conoscere cosa sia il tempo è irrilevante perché ciò che è rilevante è ciò che fai mentre scorre. Se non stai facendo nulla, che passino cinque minuti o tre ore non ha rilevanza. Solo se stai facendo qualcosa percepisci l'esistenza di questa variabile.
Però quando dormo mica percepisco il passare delle ore...
Questa è l'obiezione che mi fanno tutti quando affronto quest'argomento. Tu credi che il dormire sia fare nulla?
Beh, certo...
Allora prova a dormire solo un'ora questa notte e dimmi come ti senti domani.
Orpo, non ci avevo pensato...
Perché non sei un Maestro.
Eccolo! Mi sembrava strano che non l'avesse ancora detto...
La tua mancanza di rispetto è accettabile solo perché seconda alla tua ignoranza.
Quindi, se ho capito bene, conoscere cosa sia il tempo è irrilevante perché esso si manifesta solo attraverso il compiersi di una qualche azione e, di conseguenza, è su questa che occorre porre l'attenzione.
Finalmente sei stato in grado di formulare un pensiero elevato.
Vuole dire che sono salito di un gradino nella scala della conoscenza?
Non esagerare. Diciamo che sei salito su di un predellino e non è che, sul piano della cultura, tu sia in buona compagnia...
Il predellino... mi ricorda qualcosa...
Non parlare di politica con me. E ricorda che se sali su di una scala non sei più alto, sei solo più in alto.
Si, Maestro. Allora il tempo non esiste sempre.
Sbagliato. Senza azione il tempo esiste, solo non è rilevante ai nostri occhi.
Perché dice ai nostri occhi?
Perché lo scorrere della vita è una azione che è presente ed attiva anche se non facciamo nulla.
Quindi c'è la fregatura: se non faccio nulla il tempo mi sembra irrilevante perché non lo percepisco tramite una azione ma, intanto, questo bastardo si porta via la mia vita.
Esatto. La conclusione è che l'inazione non è un buon modo per fermare il tempo. Almeno fino a che non verrà scoperto il segreto dell'immortalità.
E lei è vicino alla scoperta di tale segreto?
Se lo fossi potrei perdere più tempo con te ma, disgraziatamente, non lo sono. Ora vai a meditare su ciò che hai imparato e fai entrare Larissa.
... che, immagino, l'aiuterà a prendere coscienza del passare del tempo tramite le azioni di cui è capace e che, a occhio, non sono diverse da quelle di Alina...
...krack...kabooom...rumble...
Va bene, va bene. Però Alina ha più tette e si coglie meglio la rilevanza del tempo...
...krack...kabooom...rumble...
...krack...kabooom...rumble...
Eh, eh, eh...

Monday, July 26, 2010

Le vacanze e il sapere

Maestro, quando va in vacanza?
Cosa intendi per vacanza?
Intendo staccare dall'insegnamento, andare al mare o in montagna...
E perché dovrei fare tutto questo?
Beh, ma lei non è stanco? Non ha bisogno di riposarsi?
Vedi, il sapere è stancante solo per le menti che non lo possiedono o che debbano, come nel tuo caso, acquisirlo controvoglia.
Mi sta dicendo che lei non si stanca perché non ha più nulla da imparare?
Come al solito non hai capito e dovrò rispiegartelo con parole più adatte al tuo livello.
Devi sapere che per coloro che hanno fatto del sapere la loro ragione di vita, interrompere il fluire di tali nozioni e la loro elaborazione è come interrompere la vita stessa.
Potrebbe essere una vacanza il morire?
Beh, no. Però mi sembra una visione un po' estrema...
Perché non sei un Maestro.
Pensi che questa me l'aspettavo... Quindi, se ho capito bene, lei non ha bisogno di vacanze perché il suo massimo diletto è il sapere.
Esatto. Se così non fosse non sarei un Maestro.
Maestro, ho paura.
Di cosa?
Del fatto che, per quanti sforzi possa fare, non potrò mai essere degno del suo insegnamento.
Su questo potrei anche concordare. Ma perché sei giunto a questa conclusione?
Vede, il mio ideale di diletto è dormire in spiaggia con la testa sotto la maglietta di Alina e la faccia poggiata sulle sue tette...
...krack...kabooom...rumble...
Eh, eh, eh...

[Dopo l'uscita dell'allievo dalla stanza del Maestro]

Chi era quell'individuo, Maestro? E perché rideva?
Non ti curar di lui, mia cara Larissa, e cominciamo la lezione.
L'argomento è lo stesso di ieri?
Certamente.
Però questa volta ho portato la crema...

Thursday, July 15, 2010

Il codice QR

Maestro, perché il mondo è così complicato?
Perché non sei un Maestro.
E ti pareva... il fatto è che c'é una cosa che non mi lascia dormire.
Sentiamo, mio discepolo, di cosa si tratta?
Vede, c'é un partito politico nel mio paese che...
Sai che non parlo di politica.
Si, si, lo so, ma non si tratta di questo. Insomma... hanno appeso dei manifesti con su un simbolo esoterico strano e io ho un po' di paura. È fatto tutto di quadratini neri. E ci sono anche delle righe...
Il partito a cui ti riferisci è per caso il PD?
Esatto, ma lei come lo sa?
Io sono il Maestro.
Questo l'ho capito, ma sa anche cosa sia quel simbolo?
Certo.
Sempre loquace lei. Quindi sa anche cosa significhi?
È il Codice QR.
L'ultimo libro di Dan Brown?
La tua ignoranza è talmente vasta che per misurarla occorrono gli anni luce.
Il Codice QR è un mezzo per cifrare, rappresentare e trasmettere messaggi. È come una scrittura in cui le lettere sono rappresentate da configurazioni di quadrati bianchi e neri, disposti in uno schema bidimensionale a ridondanza informativa che...
Non la seguo più, Maestro, mi sono perso...
Un giorno ti regalerò un Tom Tom...
Grazie, Maestro, ho sempre sognato di avere un tamburo...
Un pezzo di dolomia ha capacità cognitive maggiori delle tue.
Cercherò di spiegartelo in parole semplici. Come ti dicevo si tratta di una immagine che, una volta decodificata, si trasforma in una sequenza di lettere. Essa può contenere un messaggio, un nome o un riferimento. In questo caso contiene un link ad una pagina, pubblicata in internet, che contiene il testo da diffondere.
Vediamo se ho capito bene: il PD per dirmi qualcosa fa stampare dei manifesti con su un codice che devo leggere con un decifratore ottenendo l'indirizzo ad una pagina alla quale devo accedere via internet?
Esatto.
Ma perché non scrive direttamente sul manifesto quello che deve dirmi?
Perché chi non ha nulla da dire pensa solo ad un modo appariscente per dirlo.
Maestro, dopo questa verità mi ritiro a meditare.