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Thursday, December 10, 2020

Lo scibile umano

Sempre più spesso assisto a una cosa che mi sconcerta ma non mi stupisce affatto.

Mai nella storia si era stati nella condizione di poter avere accesso all'intero scibile umano con la facilità e il costo irrisorio che internet permette.

Logica vorrebbe che questo fosse un bene per la nostra civiltà dato che l'accesso alla possibilità di verificare notizie, fatti e nozioni dovrebbe portare le discussioni al livello di confronto sui lati non esplorati di un argomento o su quelli più attinenti alle opinioni.

Invece no.

La finestra sul mondo viene utilizzata solo per trovare conferma delle proprie convinzioni nella certezza che esse siano esatte.

Quello che stiamo sperimentando, ed è la prima volta nella storia che possiamo farlo, è che l'umanità non trae giovamento diretto dall'accesso alla conoscenza ma, al contrario, viene incattivita e fomentata nell'odio del doversi scontrare con la dimostrazione dei propri errori.

L'odio e la rabbia che si vedono in alcuni thread sono frutto dell'incapacità ad accettare che una convinzione sia errata e che sia così facile scoprirlo.

Certo, non è facile per nessuno ammettere di essere in errore ed internet ci mette costantemente in un angolo togliendoci la possibilità di contare sull'ignoranza (intesa in senso di ignorare).

Crescere e migliorare significa correggere i propri errori ed accettarlo non come una sconfitta ma come una vittoria.

Una vittoria sull'ignoranza, una vittoria sull'errore, una vittoria per noi stessi.

Purtroppo constato che la società odierna non cerca una vittoria sull'ignoranza ma una sulle idee diverse dalle proprie, giuste o sbagliate che siano, e lo fa attraverso l'odio e l'ipocrisia.

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Monday, December 7, 2020

Di pancia

Quando una società, posta di fronte ad un accadimento, perde il pragmatismo e la capacità di fare ciò che è giusto, e non ciò che crede debba esserlo, ecco che si divide in due schieramenti.

Uno sostiene, di pancia, che il problema non esista e sia frutto di fobie o opportunismi.

L'altro sostiene, altrettanto di pancia, che l'accadimento sia la fonte di tutti i mali e propone soluzioni, appunto di pancia, di facile presa ma altrettanto facile fallimento.

Quello che succede poi è che finché il problema non tocca direttamente e praticamente la maggioranza delle persone vincano i primi.
Del resto negare e non fare nulla è facile e poco costoso.
Anche se deleterio perché non risolve e, spesso, la dilazione peggiora le cose.

Quando però il problema inizia a mordere vincono i secondi ed è in quel momento che si svela il bluff e ci si rende conto che le soluzioni di pancia non funzionano.

Alla fine ciò che resta è la certezza che nessuno dei due schieramenti abbia gli strumenti per affrontare l'accadimento.

Perché entrambi sono espressione di quello che è il vero ed unico problema: una società che ha preso la capacità di essere pragmatica.

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Sunday, December 6, 2020

La bolla

Occorre accettare che il mondo sia fatto anche di persone che mai avremmo voluto conoscere e che, prima dei social network, probabilmente non avremmo mai conosciuto.

Ho 54 anni e sono cresciuto credendo che la gente fosse ben diversa da quello che è realmente semplicemente perché non c'era il modo di saperlo.
Tanti accusano i social network di aver reso la gente quello schifo che vediamo oggi ma la realtà è che non hanno cambiato nulla.

La gente è sempre stata così.

Solo che non lo sapevamo perché, essendo le frequentazioni essenzialmente legate a canali limitati (presenza fisica, telefono diretto), giocoforza selezionavamo i contatti.

Quella che oggi chiamiamo "la nostra bolla".

Ecco, magari è un po' esagerato ma... devo smettere di leggere certi thread e i commenti sotto gli articoli di giornale.

E anche gli articoli stessi, a dire il vero.

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Saturday, November 7, 2020

Inseguitori

Siamo un paese di inseguitori.

Agiamo solo quando è inevitabile perché non vogliamo assumerci la responsabilità del possibile errore di valutazione insito nella prevenzione.

Contro nemici che scalano esponenzialmente perderemo sempre.

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Monday, July 27, 2020

Il vero problema

La sfida del Covid ha evidenziato meglio di ogni altra il vero problema del nostro Paese: una popolazione inadeguata ai tempi a causa della mancanza di educazione (famiglia), istruzione (scuola) e informazione (stampa/media).

I politici e i rappresentanti che abbiamo non sono altro che l'espressione di ciò ed è illusorio pensare che il Paese sarebbe migliore se ne avessimo di migliori.

Thursday, July 28, 2016

Il giorno del Granduca

E' mattina presto in Lussemburgo e il paesaggio all'intorno trasmette la ridente immagine di un campo di stoppie in una giornata nebbiosa.
Il Granduca Enrico è sveglio da un po'.
Ancora in pigiama, osserva dalla sua finestra il pigro volo delle cornacchie e il lento pascolo di un gregge di pecore.
Porca troia, che palle di posto. Se non fosse che tutti vogliono avere la sede qui da noi per questioni fiscali la gente manco saprebbe dove stiamo. Mi sembra di governare il Molise.
Mentre si gratta il culo con regale eleganza lo sgurdo si perde pigramente nella nebbia umida.
E' solo un attimo e un lampo brilla nei suoi occhi.
Ma adesso basta, si vive una volta sola.
E fa partire uno scaracchio che finisce con aristocratica precisione nella sputacchiera d'argento posata a terra.

Quella stessa mattina, nella sala grande colma di giornalisti, tutti si chiedono perché siano stati convocati d'urgenza. L'ipotesi più gettonata è che il Granduca voglia abdicare.
"Signori, il Granduca Enrico di Lussemburgo"
La sala piomba in un rispettoso silenzio. Il Granduca entra con quell'aria severa e decisa che è propria dei regnanti quando si accingono ad annunci che faranno la storia.
"Oggi sarà un giorno memorabile per il Lussemburgo ma anche per il mondo intero."
La voce è pacata ma regale. Stupore misto a curiosità pervade la sala mentre i presenti si scambiano occhiate interrogative.
"Oggi il nostro regno tornerà ad essere tale."
In alcuni degli astanti la curiosità inizia a lasciare il posto ad un sentimento di sospetto, quasi un presentimento. Qualcuno si volta come a cercare di capire da dove sia entrato il refolo gelido che, improvvisamente, si sente spirare.
"Un regno libero e senza più vincoli."
Un brivido corre lungo la schiena di alcuni dei presenti come se uno stormo di cornacchie fosse entrato dalla finestra e si fossero posate sulle loro spalle.
"Il Lussemburgo, da questo momento, non farà più parte della Comunità Europea."

Saturday, May 2, 2015

Fai la cosa giusta

Quando si è passato anni a confondere la libertà di espressione con il diritto di insultare, la libertà di opporsi con il diritto a violare le leggi e la tutela delle minoranze con il diritto di queste a sopravanzare le maggioranze il risultato è quello che oggi abbiamo sotto gli occhi.

Una cosa sbagliata lo è sempre e va fermata sempre, anche e soprattutto quando è possibile farlo con poco. Non va ignorata perché "è roba da poco", anche le valanghe incominciano con poco.

Ma per far questo occorre una cosa che l'occidente non ha più: il pragmatismo di fare ciò che è giusto, non ciò che crede debba essere giusto.

Friday, May 1, 2015

Expo 2015

Oggi si inaugura una edizione di Expo a mio avviso molto particolare.

Lo è perché mai come questa volta si coniugano, nel peggio di entrambe, le istanze del provincialismo snob e spocchioso ispirato da chi, vivendo tra Parioli e Via Montenapoleone, esalta il modo di produrre cibo propria di un era in cui si moriva di fame con quelle dei no-tutto che oggi protesteranno senza rendersi conto che i loro bersagli, alla fin fine, pensano e aspirano a sciocchezze pari alle loro.

Riposto una frase di Roberto Brazzale che riassume in modo meraviglioso quello che da oggi andrà in onda.
"Un'expo nel quale insegneremo ai poveri del mondo come devono rimanere tali per non disturbare l'amenità del quadretto arcadico che ci piace così tanto da quando ce ne siamo affrancati, noi."
Buon Expo 2015 a tutti.

Wednesday, January 8, 2014

Facebook Science Era

Sono cresciuto nella consapevolezza e nell'insegnamento che la verità fosse una affermazione non contraddicibile nel contesto nel quale fosse stata formulata.

Oggi constato che la verità è una affermazione non contraddetta dalla maggioranza e che la prova della validità di una teoria non risiede più nella sua verifica sperimentale ma nel grado di consenso che essa raggiunge nella comunità.

Benvenuti nella Facebook Science Era.

Sunday, September 23, 2012

Cronache da una spiaggia, seconda stagione

La spiaggia attrezzata è uno spaccato della società a cui non saprei rinunciare. Permette di origliare le conversazioni e di rendersi conto del livello tragico di ignoranza che pervade il mondo odierno.

Questa è la seconda stagione di una saga iniziata per scherzo e proseguita per burla.

9 agosto
Essendo cambiato l'ombrellone, i vicini non sono più gli stessi. Ma non è cambiata la sostanza intesa come "omo de panza, omo de sostanza".
La famiglia allargata che ci circonda pur stando da un solo lato (e ho detto tutto) è ancora più pittoresca di quella dello scorso anno. Capitanata da una coppia lui/lei, si compone di svariate mamme con prole e prive di maschi.
Sembra un branco di leoni di mare e, probabilmente, ne raggiunge il peso.
L'unico maschio presente è una creatura vagamente sferica e glabra, di colore tendente al minio antiruggine e munito di cellulare dalla suoneria a campanella. Di fatto assomiglia ad una boa da segnalazione.
La sua metà ha forma e peso corrispondenti ma colore che vira al marrone cuoio. Probabilmente è verniciata meglio.
Quando arrivano insieme al mattino, non solo sdraio e lettino gemono prima ancora che si siedano ma pure l'ombrellone, nel vano tentativo di essere d'aiuto ai suoi compagni, si chiude da solo.
10 agosto
Il branco oggi era percorso da una forte preoccupazione: uno dei bimbi non va di corpo da parecchio. Prende vita una concitata discussione sui rimedi possibili e sui relativi effetti collaterali.
Alla fine, quando oramai sembrava raggiunto un accordo, dalle retrovie si ode la voce del maschio dominante:
"Ma lasciatelo in pace. Aspettiamo ancora un po' e semmai gli facciamo una pompetta di nitroglicerina".
Come no, e se non funziona magari una supposta di semtex che risolve il problema alla radice.
11 agosto
Oggi, complice un posizionamento geostrategico migliore, ho potuto osservare meglio il maschio dominante della famiglia allargata.
Trattasi di esemplare dotato di doppio mento e quadrupla nuca. Quest'ultima è particolarmente interessante perché, se in possesso di un soggetto calvo, assume la curiosa caratteristica di apparire a strisce quando distesa. Si, avete capito bene: quando abbassa la testa appaiono le stripes della bandiera USA, rosse e bianche alternate. L'effetto è esilarante, sembra lo snodo a soffietto di un animatronic del quale si siano dimenticati di colorare l'interno delle pieghe.
11 agosto
Oggi la spiaggia è semivuota.
Ora di pranzo? No.
Ora della pennica? No.
Troppo caldo? No.
Effetto della crisi? No.
In televisione c'è Juve-Napoli da Pechino.
Essere sulla terrazza più alta del paese in un momento in cui le finestre delle case sono tutte aperte mi ha permesso, al primo gol, di sapere con matematica certezza che tutti stanno seguendo la partita. Il boato di esultanza è stato tale che mia figlia si è svegliata e mia moglie mi ha raggiunto per chiedermi cosa fosse successo. In questo momento si odono cori e ole e mi chiedo da dove prendano tutta questa energia visto che negli altri giorni dormono tutti (tanto che i negozi qui aprono alle 17:00). Ma forse lo so già.
12 agosto
La crisi morde ma, evidentemente, non quanto le loro mandibole.
Il punto di riferimento per il concetto di "porzione" è decisamente diverso tra il mio e quello della famiglia allargata.
Oggi una femmina del branco voleva un caffé e un'altra ha aprofittato per farsi comprare i Ritz per il bimbo che avrà suppergiù 3 anni. Vi aspettereste di vederla tornare con un blister da merenda. Invece riappare con in mano una scatola formato famiglia (non chiedetemi per quale motivo un bar sulla spiaggia tenga tali confezioni, probabilmente conoscono i loro polli) che viene prontamente aperta e consegnata, intera, al bimbo che si applica al banchetto con entusiasmo. Per il resto del pomeriggio il bimbo farà ogni cosa con una mano sola: nell'altra ci sarà la scatola.
13 agosto
Oggi la boa verniciata meglio (lei) ha parlato per la prima volta. Avete presente Don Vito Corleone? Uguale, sebbene con dialetto diverso.
Il motivo di tanta loquacità era la scelta di un nuovo costume: ne indossava uno e veniva a farlo vedere al marito, lui diceva
"Questo ti sta bene"
e lei, sistematicamente, rispondeva
"No, mi si vede 'a panza"
Pure il marito aveva la faccia di quello che pensa
"Tesoro, per non vedere la tua panza bisogna voltarsi di 180 gradi (90 non bastano) altro che scegliere un costume adatto."
14 agosto
La spiaggia organizzata è uno splendido posto dove studiare uno degli aspetti più deleteri della società italiana: quello che è proprio si difende con le unghie, fosse anche l'ombra dell'ombrellone, mentre quello che è in comune, lungi dall'essere preservato perché di tutti, viene considerato di nessuno e, quindi, può essere bellamente distrutto.
La banale osservazione che quello che ti è servito oggi, e che hai rotto, possa servirti di nuovo domani, quando lo troverai rotto e ti lamenterai di questo col titolare del lido, non sfiora nemmeno le menti delle aquile circostanti.
Ogni riferimento alla specie degli uccelli è puramente voluta.
16 agosto
Il concetto di igiene, nel caso dei bimbi piccoli, mi ha sempre incuriosito.
Quando le bimbe erano infanti osservavo con curiosità le mamme accorrere a sterilizzare il ciuccio caduto a terra anche quando il bimbo stesse giocando sdraiato al suolo cacciandosi in bocca le manine con le quali toccava lo stesso pavimento su cui era caduto il ciuccio.
Ma torniamo a noi.
Il bimbo della famiglia allargata ha una urgenza idrica. La madre, tranquillamente seduta sulla sdraio sotto all'ombrellone di fronte al nostro, gli dice: "tra giù il costume e falla qui" e indica lo spazio alla base dell'ombrellone stesso, proprio tra sdraio e lettino.
Il bimbo, diligentemente, esegue.
Finita la minzione, la madre estrae dalla borsa stargate (nel senso che l'altro lato dello stargate deve trovarsi in un magazzino visto che ciò che estrae da essa durante la giornata non può fisicamente esservi contenuto) un pacchetto di salviette sterilizzanti e provvede all'igienizzazione della parte.
La cosa non è particolarmente bella ma non è nulla rispetto a quello che avviene un'oretta dopo, quando il bimbo e quella che presumo essere la sorellina o cuginetta, finito il bagno, vengono a giocare con la sabbia sotto l'ombrellone. Si, purtroppo avete capito bene: proprio nello stesso posto, con la stessa sabbia e sotto gli occhi della stessa madre seduta sulla stessa sdraio.
18 agosto
Il pulcino pio è qualcosa di più di un tormentone estivo. È una presenza inquietante in grado di manifestarsi all'improvviso in qualsiasi situazione ed in ogni luogo.
Capisco sia il protagonista delle baby dance e dei balli di gruppo in spiaggia, immagino possa avere un senso nelle playlist dei dj che animano le feste disco dance dei lidi fino a notte inoltrata ma trovarmelo al ristorante, nei negozi o al supermercato francamente è come se ti passeggiasse sui testicoli con i tacchi a spillo. E per un pulcino mettere i tacchi a spillo non è una cosetta da niente.
Pensate che la sera della vigilia di ferragosto, che qui, complici i fuochi d'artificio della madonna, è dedicata ai falò in spiaggia con gli amici, c'era l'immancabile tipo con la chitarra che tra un Baglioni e un Battisti ha infilato una versione unplugged del pulcino pio. Ai miei occhi la scena è virata immediatamente dal Rosso Antico al Bianco Sarti, con punte di Amaro Cora e un retrogusto di Don Bairo l'uvamaro.
19 agosto
Esempi di mentalità imprenditoriale locale.
Supermercato di catena nazionale, banco affettati. Qui hanno un buon prosciutto locale che mi piace perchè assomiglia molto al Serrano. Giunto il mio turno ne chiedo un paio di etti. Risposta:
"Eh, ma è da aprire."
Pur contro il mio interesse e giusto perchè il mattino presto sono accomodante, rispondo:
"Allora mi dia due etti di Parma."
"Eh, ma sono tutti da aprire."
A questo punto divento il bieco nordico e intimo:
"Beh, allora apra il locale e me ne dia due etti."
Di malavoglia il tipo fa il suo dovere e in poco tempo ho quello che avevo ordinato.
Faccio notare che era mattina di un giorno infrasettimanale quindi la miserabile scusa di non voler aprire un prosciutto per lasciarlo ad ossidare durante la chiusura non sta in piedi. Così come non sta in piedi la scusa di voler favorire una marca piuttosto di un'altra, dato che tutti erano da aprire. Inoltre c'enta poco anche la mia cadenza nordica, dato che la prima domanda l'aveva fatta la moglie, che, alla bisogna, vanta un notevole accento lucano. Peraltro cosa sperava il tipo? Di arrivare a fine turno senza aprire un crudo? Boh.
21 agosto
Esempi di mentalità imprenditoriale locale.
Passeggiata in centro con bancarelle di prammatica.
La piccola vede la macchina dello zucchero filato che, peraltro, è curiosamente rimasta uguale a quella che si usava quando io avevo l'età della piccolina. Ovvio farglielo provare. Risposta:
"Oggi non si può fare perchè c'è troppa umidità e lo zucchero non fila."
Fermo restando che si tratta della serata più secca da quando sono qui, lo zucchero filato l'ho quasi sempre preso nei luna park al mare o a Bergamo d'estate, quando l'umido si taglia col coltello e non ho mai sentito di questo problema. Evidentemente il tipo ritiene più redditizio stare dietro al banco delle caramelle sfuse che spostari alla macchina dello zucchero filato.
24 agosto
Fine.


Quando il sole tramonta nell'acqua è il momento di tornare.

Monday, April 9, 2012

Da grande farò l'astronauta

Oggi riflettevo sul decommissioning dello Shuttle.

Negli anni sessanta si costruivano mezzi in grado di portare l'uomo sulla Luna, a 300.000 Km di distanza dalla Madre Terra. Negli anni ottanta lo Shuttle si limitava ad andare poco oltre l'atmosfera. Oggi... oggi siamo seduti qui, sul nostro pianeta e al massimo mandiamo sonde robotiche.

Sembra di leggere un libro di storia al contrario.

Lo so, tutto questo ha anche un senso: l'evoluzione della robotica e della sensoristica, nonché dell'intelligenza artificiale ha reso meno determinante la presenza umana e questo lo vediamo anche sui campi di battaglia dove, in cielo, si usano sempre più droni e sempre meno velivoli con pilota. Ma non posso non pensare al fatto che la corsa alla Luna, il sogno di viaggiare nello spazio fossero anche dei formidabili sproni allo sviluppo scientifico e tecnologico di una umanità che aveva voglia di raggiungere traguardi oltre l'immaginazione.

Guardatevi intorno e se avete le competenze scientifico/tecniche necessarie provate a togliere dagli oggetti che vedete i materiali e le tecnologie che sono state sviluppate per la corsa alla Luna. Poi togliete quelle che sono frutto della corsa agli armamenti. Anche quelle di armi che non sono mai state usate, tipiche del periodo della guerra fredda.

Cosa resta?

Resta un mondo in cui nessuno di noi vorrebbe vivere, peraltro privo anche del mezzo su cui mi leggete.

L'obiezione classica a questo punto è che non sia necessario andare sulla Luna per sviluppare, ad esempio, un nuovo materiale. Invece no. Solo esigenze estreme e prive di alternative portano a sviluppi eccezionali. Laddove è possibile un compromesso, ci si fermerà a quello. Per fare una pentola antiaderente non sarebbe mai stato necessario né possibile economicamente sviluppare un materiale come il teflon. Ma per andare sulla Luna si, e questo ci ha permesso di goderne i vantaggi anche in settori che mai avrebbero giustificato il suo sviluppo e che si sarebbero accontentati di un compromesso.

Se chiedi qualcosa di possibile ottieni una risposta normale. Solo se chiedi l'impossibile ottieni qualcosa di straordinario, qualcosa che va oltre il conosciuto. Qualcosa che fa fare un balzo all'intera umanità.

Guardo il mondo di oggi, le sue miserie, il suo guardarsi l'ombelico e quello che vedo è una umanità che ha smesso di sognare in grande. Ha smesso di credere che ciò che oggi consideriamo impossibile in realtà potrebbe avverarsi. E se anche non si avverasse, nel tentativo si raggiungerebbero comunque traguardi innovativi, eccezionali, impensabili.

Si dice che non ci siano i soldi. Balle. Non si navigava nell'oro nemmeno nel passato ma si era più pragmatici, più determinati. Si aveva voglia di sacrificare qualcosa per raggiungere un sogno, per avviarsi lungo una strada nuova. Certo, spesso questi "sognatori" venivano derisi, sfidati a provare le loro convinzioni. Ma l'umanità ha sempre progredito grazie a queste persone, che hanno saputo indicare un obiettivo oltre l'orizzonte visibile e a coloro che si sono impegnati per raggiungerlo, anche quando non lo credevano possibile.

Quando Verne scrisse "Il giro del mondo in 80 giorni" era un sogno. Oggi lo facciamo in un tempo misurato in ore.
Quando Kennedy disse che gli USA avrebbero portato un uomo sulla Luna entro la fine del decennio pochi lo credettero possibile, per primi i sovietici. Certo, la NASA sapeva che c'era una buona probabilità di riuscire ma i piani erano pieni di punti di domanda legati alla tecnologia ed ai materiali. Quella tecnologia e quei materiali però vennero sviluppati e i punti di domanda in gran parte cancellati, inseguendo il traguardo che quel sogno aveva posto.
Quando Reagan annunciò al mondo l'intenzione di realizzare l'SDI, questo era un progetto basato in gran parte su tecnologie non ancora esistenti. Ma fece crollare l'Unione Sovietica trascinandola in una sfida tecnologica che non avrebbe potuto evitare né perdere (a differenza della corsa alla Luna, pena la sicurezza nazionale) ma che non poteva permettersi perché il suo modello socio/economico non era in grado di raccoglierla.

Negli anni '50 e '60 i bambini sognavano di fare gli astronauti, oggi di partecipare ad un talent show. Il risultato lo abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni.

Monday, September 5, 2011

Cina e dintorni

Premetto che non sono un economista ma un imprenditore. Quello che scrivo è ciò che penso alla luce delle informazioni che raccolgo ed elaboro a mio uso e consumo.

La Cina viene indicata come la grande economia trainante di questo periodo e come il modello socio economico che sembra in grado di cavalcare e domare la crisi che attanaglia il cosiddetto "mondo occidentale" o "mondo sviluppato".

Ma è veramente così?

A occhio le cose quadrano: la loro crescita è robusta, il loro modello di capitalismo governato dallo stato pare permettere quel decisionismo che manca alle democrazie occidentali, hanno liquidità da investire (anche all'estero).

Ma non è tutto oro quello che luccica sebbene nei loro forzieri ve ne sia molto di quello vero.

La prima cosa da notare è che siamo stati abituati a giudicare la dimensione dell'economia di un paese in termini di variazione del suo PIL (o GDP), perdendone però di vista il valore assoluto. Il +8% di crescita del PIL cinese messo a confronto con il +prefisso telefonico nostro è sicuramente impressionante ma se qualcuno vi dicesse che il PIL cinese, in valore assoluto, è solo poco più del doppio di quello italiano come vi sentireste? (badate che non sto sottovalutando l'importanza della crescita del PIL, anzi)

Eppure è proprio così: la Cina è un immenso paese, 25 volte l'Italia (come popolazione) ma ha un PIL che è solo poco più del doppio del nostro (e un terzo di quello degli USA)



cosa che si riflette sul PIL pro capite, che è 10 volte meno del nostro



Se poi consideriamo che la ricchezza è distribuita in modo molto meno equo di quanto sia da noi, l'immagine che ne traiamo è quella di un paese in cui, a fronte di una minoranza (molto minoranza) che vive grossomodo sui livelli nostri, vi è una immensa parte del paese che vive nella miseria più assoluta. Quantomeno con il metro nostro (e, probabilmente, anche con il loro). E la cosa non sta migliorando, come potrebbe sembrare, ma peggiorando: il World Bank's Gini coefficient (il più usato indicatore di distribuzione della ricchezza) è passato da un valore di 0.28 negli anni '70 all'attuale 0.47 (occhio che 0 significa equidistribuzione, 1 totale asimmetria).
I beneficiari di tale asimmetria sono una elite di imprenditori-politici (con il trattino a significare che coprono entrmbi i ruoli) favoriti dal sistema fiscale cinese che convoglia più dell'80% degli stimoli all'economia nelle aziende e nelle attività più direttamente sotto il controllo dello stato. Non ci sarebbe nulla di male in questo se non fosse che, però, queste realtà pur controllando il 60% delle risorse economiche del paese contribuiscono solo per il 30% al PIL e, soprattutto, danno lavoro a meno del 20% della forza lavoro totale.

Il secondo aspetto da notare è che la crescita cinese è trainata dal manifatturiero. Ma di cosa si tratta, in realtà? Si tratta di prodotti che vengono esportati quasi totalmente per soddisfare il mercato estero che li commissiona. Di fatto la Cina è un paese produttore di beni destinati al consumatore straniero e, in questo, ne è pressoché totalmente dipendente.
D'altro canto il mercato interno cinese è pessimo. Non arriva a coprire il 36% del PIL, ben al di sotto non solo della media mondiale ma anche di quella di molti paesi a bassissimo reddito. Non è un caso che l'obiettivo principe che il governo cinese si è posto per il 12-esimo piano quinquennale sia di incrementare i consumi domestici.

Ma non sarà facile.

Innanzitutto la Cina sta vivendo un periodo di forte inflazione. L'aumento di prezzo dei beni essenziali (il cibo, sugli altri) e la mancanza di un welfare state porta il consumatore cinese a limitare la spesa e crearsi dei risparmi come assicurazione per il futuro. Tanto per dare una idea la spesa per educazione, sanitaria, welfare e supporto all'occupazione è in Cina il 30% delle entrate fiscali contro il 50% e oltre dei paesi occidentali. Il governo centrale ha puntato quasi tutto sul controllo dell'inflazione incrementando i tassi di interesse più volte ma senza apparentemente riuscirci. In compenso ha minato le potenzialità dei suoi settori manifatturieri più piccoli che non riescono più a competere. La lotta all'inflazione, per il governo cinese, è più che un fattore monetario: è una sfida che li porta a dover gestire un equilibrio tra economia del paese e problemi sociali senza, per questo, minare il loro modello socio/economico. Questo in un periodo storico in cui la popolazione non ha più la capacità di accettare politiche che prescindano dalla ricchezza individuale perché nell'era post Deng le ideologie sono state messe al servizio del raggiungimento (anche se solo ipotetico o potenziale) di questa.
I politici stessi non sono più in grado di prendere decisioni prescindendo dall'impatto che queste avranno sulla popolazione. O comunque non possono permettersi di andare per tentativi contando sulla sottomissione delle masse. Certo, rispetto a come sono abituate le popolazioni dei paesi democratici siamo ancora lontani anni luce, ma per i decisori cinesi quelcosa è cambiato. Questo ha portato ad una politica tesa a piccoli aggiustamenti granulari che salvaguardino il paese da grossi scontri in grado di minare la stabilità del PRC, piuttosto che a grosse manovre potenzialmente in grado di suscitare ondate di scontento. Ovviamente, però, questi aggiustamenti spesso non hanno la forza necessaria o preventivata.

In secondo luogo occorre capire che un sistema economico non può variare in una sola componente lasciando inalterate le altre: se si vuole incrementare il mercato interno occorre che gli attori abbiano i soldi per consumare. Ma questo può avvenire solo aumentando gli stipendi, cosa che riduce la competitività. Di fatto l'obiettivo di creare un mercato interno che sia in grado di rendere la Cina meno dipendente dal consumatore straniero rischia di ridurre le esportazioni (perché i prodotti costerebbero di più) in un momento in cui queste già si stanno riducendo a causa della crisi che attanaglia il mondo occidentale.

L'obiettivo di aumentare il reddito pro capite, quindi, non si scontra solo con la necessità di ridurre la ricchezza che attualmente va ad una più o meno ristretta elite aumentando quella diretta alla popolazione ma con la dura realtà di un paese largamente rurale che, se vedesse aumentare il suo reddito, per prima cosa comprerebbe cibo e non i beni di cui la Cina è produttrice. In questo fallendo l'obiettivo di rendere il paese meno dipendente dalla domanda estera.

A proposito del controllo centralizzato che la forma di governo cinese sembrerebbe garantire, occorre dire che non li ha messi al riparo del tutto. Anche loro hanno alle porte quello che sembra una sorta di riedizione dei mutui subprime USA in salsa manifatturiera. Di fatto il governo centrale avrebbe lanciato una sorta di audit teso a verificare quante delle nuove aziende a cui aveva prestato soldi per permetterne l'impianto siano realmente partite e siano in grado di garantire utili tali da ripagare il debito. In pratica c'è il dubbio che, data la contrazione del mercato occidentale, molti di questi debiti siano inesigibili con le conseguenze del caso. Sembra strano che possa succedere una cosa simile in Cina ma non dimentichiamoci che la loro struttura è fortemente burocratizzata e non è facile per il governo centrale avere un quadro esatto di ciò che fanno le realtà locali.

Lo stesso avviene nel mercato immobiliare i cui prezzi stanno andando alle stelle con il governo centrale che cerca di porre rimedio arrivando fino a imporre vincoli alle transazioni di vendita (o a vietarle del tutto) a seconda che le città coinvolte corrispondano a criteri particolari. Cosa che, però, ha comportato ulteriori distorsioni al mercato portandolo su un percorso che non è poi diverso da quello USA o Spagnolo della bolla edilizia.

Fin qui vi ho parlato della situazione cinese. Ma dal punto di vista occidentale, è ancora così appetibile la Cina?

Sicuramente si, ma ad alcune condizioni che hanno direttamente a che fare con la sua competitività.

Prendiamo il caso di un europeo che debba decidere se produrre in Cina o in altro paese. La prima cosa da prendere in considerazione è che per portare il prodotto dalla Cina all'Europa occorre un mese di nave (non considero produzioni la cui marginalità è tale da rendere conveniente il trasporto aereo). Questo ha un costo che non è solo quello del trasporto, ampiamente spesabile nel prezzo, ma nel fatto che occorra prevedere esattamente quanto si intende vendere senza avere la possibilità di integrare all'ultimo momento. Ovviamente il problema è tanto più sentito quanto più i prodotti hanno vendita stagionalizzata ma, oramai, lo sono quasi tutti, anche i cibi. Capite che questo espone al rischio di ordinare troppo poco, quindi di restare senza prodotto e perdere clienti (non solo vendite, il cliente che non trova il prodotto probabilmente non torna più nel negozio nemmeno a comprare altro) oppure ordinare troppo, quindi avere rimanenze inutili e capitale immobilizzato in prodotti che magari non si venderanno più. E questo è un costo sensibile.
Perdipiù le previsioni di vendita andranno fatte molto in anticipo rispetto al periodo di vendita (almeno il mese di nave più il tempo di approntamento) il che rende le cose decisamente più difficili (quindi più rischiose, quindi più costose).

Il secondo aspetto è che la competitività cinese si basa soprattutto sul costo della mano d'opera e sulla scalabilità della produzione, intendendo con quest'ultima la capacità di reagire immediatamente alla richiesta di un incremento di produzione a parità di consegna. Entrambi questi fattori sono però alla mercé della qualità richiesta. Prodotti con tolleranze richieste non compatibili con lavorazioni manuali implicano il ricorso a macchinari. Questo riduce la loro competitività perché il vantaggio che hanno nel costo della mano d'opera si riduce drasticamente se ogni operaio deve essere dotato di un macchinario. E questo nonostante il macchinario prodotto in loco possa costare meno e ci sia un consistente vantaggio nei costi energetici. Inoltre la necessità di costruire una macchina per operaio riduce la scalabilità della produzione: se la lavorazione è interamente manuale e il committente richiede un raddoppio della produzione, trovano immediatamente il doppio del personale (sono un miliardo e mezzo) e soddisfano la richiesta. Se devono costruire una macchina per ognuno occorrono grossomodo gli stessi tempi nostri.

Un ultimo aspetto fondamentale riguarda il rispetto delle normative: se il prodotto deve rispettare capitolati precisi non possono usare le scorciatoie che usano nei prodotti non vincolati accedendo a materiali e semilavorati meno costosi. Tralascio la questione ambientale perché richiederebbe un post apposito... che coinvolgerebbe anche il consumatore occidentale e le sue abitudini d'acquisto.

Bene, alla fine di tutto questo chiudo con la domanda che mi ha fatto qualche giorno fa Yossarian:
"Ma se i cinesi riescono a far crescere la domanda interna, praticamente siamo fottuti?"
Prima vediamo se ci riescono a parità di condizioni. Poi... fammi indovino e nessuno vincerà più al Superenalotto.

Sunday, August 21, 2011

Cronache da una spiaggia

La spiaggia attrezzata è uno spaccato della società a cui non saprei rinunciare. Permette di origliare le conversazioni e di rendersi conto del livello tragico di ignoranza che pervade il mondo odierno.

Ho imparato, ad esempio, che le Dolomiti sono rosse quando vengono illuminate dal sole perché sono di granito rosa. Oppure che i rifiuti per le strade di Napoli sono quelli speciali che le industrie del nord smaltiscono illegalmente in Campania.

Quasi per scherzo quest'anno ho preso a postare sul mio G+ alcune perle di quotidiana saggezza che ho chiamato "Cronache da una spiaggia" e, piacevolmente, alcuni mi hanno chiesto di raccoglierle in un post. Eccolo qui.

5 agosto
Famiglia non vi dico di dove. Argomento del giorno: nutrizione.
Passano in rassegna il modo corretto di alimentarsi, gli ingredienti più e meno grassi e i paesi in cui il fisico della popolazione media indica una cattiva alimentazione.
Tutto corretto solo che sotto l'ombrellone i due figli stanno ciucciando il terzo gelato della mattinata. Niente di grave se non fosse che fanno 22 anni in due e un ordine di grandezza in più se espressi in chili.
La madre li guarda, forse ripensa a ciò che aveva detto poco prima a proposito dei bambini USA e sentenzia:
"Certo però occorre tenere presente che c'è chi il grasso ce lo ha dentro, è costituzione."
Io osservo le tre borse frigo che occupano un metro quadro di ombra e penso a che tipo di costituzione contempli l'ingestione di porzioni monumentali di melanzane alla parmigiana, pasta fredda e panini che noi mangiamo in quattro.
5 agosto
Madre di un soggetto umanoide con rapporto di forma 1:1:1 (alto quanto largo quanto profondo):
"La scuola me lo rovina. Impara, si, ma mi deperisce. Quando studia non mangia quasi niente"
Lo guardo, faccio una rapida stima e giungo alla conclusione che o non studia granché o la scuola da loro dura molto poco o con quello che mangia lui quando deperisce mia figlia diventa obesa.
6 agosto
"Che fastidio queste vespe. Oggi sono proprio tante."
"Vero. Chissà perche poi solo qui?"
Osservo i figli. Sono unti di pomodoro dal mento all'ombelico e, probabilmente, al cospetto di tale mole di cibo le vespe hanno chiamato rinforzi.
Peraltro ciò non turba il pranzo a base di pizza che esce ininterrottamente dalla borsa frigo. Osservo con stupore crescente: l'impressione è che li dentro ci sia un forno a legna con pizzaiolo incorporato. O una sorta di stargate la cui altra estremità si trovi a Mergellina in una pizzeria.
6 agosto
Ricordate il discorso sui bimbi che avevano il grasso dentro e che fosse "costituzione"?
Oggi è arrivato il padre "costituente".
Vi dico solo che la sdraio in alluminio ha preso a cigolare PRIMA che si sedesse.
7 agosto
Oggi inizia il pienone ferragostano. Il bagnasciuga sembra la banchina del metrò di piazza Duomo, manca solo la riga gialla. L'acqua è più calda ma ciò non sorprende.
La piccola, che ama ballare, va come tutti i giorni a fare i balli di gruppo. Oggi sembra Mowgli in mezzo agli elefanti del colonnello Ati. O un cucchiaino in un piatto di budino.
Di passaggio orecchio i discorsi sotto gli ombrelloni: la crisi la fa da padrona nella sua declinazione relativa al fatto che non si riesca a raggiungere fine mese. A giudicare dal peso medio non sembrerebbe, a meno che non si portino avanti nelle prime due settimane.
7 agosto
Lista della spesa.
"Hai comprato il tonno?"
"Si, questa mattina."
"E dove è?"
"In macchina."
Guardo il sole basso del tardo pomeriggio, osservo i bagnanti saltellare sulla sabbia ancora rovente e penso ad una scatoletta di tonno chiusa in un'auto al sole. Si vede che risparmiano sulla cottura.
Ma la lista continua in un crescendo di colesterolo finché, a sorpresa, lei detta al marito:
"Mi raccomando, il pane light".
La piccola mi guarda ridere come un cretino e si chiede il perché.
8 agosto
Una bimba con ciambella e braccioli incorporati trotterella verso l'ombrellone incurante della sabbia rovente. L'isolante, del resto, non le manca. Dalle labbra penzola stile sigaro toscano il bastoncino dell'ennesimo (con enne che tende ad infinito) chupa chups.
La madre viene sfiorata per un attimo dal dubbio:
"Ma non le faranno male tutti sti chups?"
Il padre:
"Basta che poi si lavi i denti. Certo che ai miei tempi i chupa duravano di più, mi sa che erano più grossi."
La madre annuisce.
Come al solito avevo equivocato: il "far male" era riferito alla carie e non al fegato.
9 agosto
Un pachiderma in ciabatte raggiunge l'ombrellone sbuffando come una locomotiva. Il sudore ruscella allegramente creando delle rapide tra le pieghe della pelle. Si accascia sulla sdraio che, questa volta ne sono certo, cigola prima che lui la tocchi.
La moglie chiede:
"Hai comprato il pesce?"
Lui:
"No. Cioè, si. Avevano del bellissimo spada ma era un peccato farlo tagliare adesso. Quando torniamo me lo affetta fresco."
Tiro un sospiro di sollievo: temevo che lasciasse il pesce in macchina come aveva fatto con il tonno in scatola.
9 agosto
La madre al bimbo:
"Non ti sporcare che sei pronto ad andare e siamo con la macchina di papà"
Poi si gira per sistemare le borse.
Il bimbo si allontana. Quando la madre si gira di nuovo, il bimbo riappare. Fradicio.
"Non è colpa mia, mi hanno buttato in acqua."
La bugia non regge nemmeno ad un esame sommario e la madre gli annuncia una punizione "esemplare".
Dentro di me inizio a pensare cose del tipo: una settimana di dieta, solo un gelato al giorno, la pizza senza mozzarella. Anche cose terribili tipo niente bombolone con la crema a metà mattina. Invece...
"Sette giorni senza andare al parco giochi, e adesso asciugati che questa sera si mangiano le salsiccie e ci vuole tempo per cucinarle che sono grosse"
10 agosto
Il padre costituente:
"Cosa si mangia questa sera?"
La madre esecutiva:
"Possiamo rifare le salsiccie che erano piaciute tanto. Però questa volta ditemi prima quante ne volete a testa."
Si aprono le grida e l'ombrellone si trasforma in Wall Street. Al termine delle contrattazioni e al momento di tirare le somme, il padre viene colto da un dubbio:
"Però che siano almeno 100 grammi l'una altrimenti..."
La sua quota era di sei salsiccie.
12 agosto
Come sapete mia figlia ama ballare e non si perde i balli di gruppo. Oggi, in pedana a fianco a lei, è salita la bimba con braccioli e ciambella incorporati.
Tutti sono scalzi, lei porta le Crocs. Tutti si dimenano, lei è ferma come un plinto e non può essere diversamente dato che sta mangiando una granita suggendola attraverso una cannuccia. Si sa che la prima cosa da tenere in mano mentre si danza è qualcosa da mangiare, soprattutto qualcosa che si possa versare ad ogni movimento.
Osservo la reazione di mia figlia che, dopo aver urtato per la terza volta il plinto, la guarda come farebbe con un fastidioso gradino e si sposta dall'altro lato della pedana.
In tutto questo la madre del plinto continua a riprenderla con il cellulare, incurante degli sguardi altrui e persino quando l'animatore, all'ennesima scivolata sul ghiaccio della granita spanto per terra, le lancia una occhiata inequivocabile.
13 agosto
Domani è in programma la mega processione nella quale la Madonna del paese percorre le strade fino al mare. Per prepararsi i locali hanno la curiosa abitudine di sparare botti terrificanti a salve di quattro a partire dalle otto del mattino.
Quando dico terrificanti intendo che, a occhio, con tre di loro si potrebbe sparare una granata dal 406/50 della Missouri.
Il risultato temo sia che la povera Madonna senta più bestemmie oggi che è la sua festa che nel resto dell'anno tutto insieme.
13 agosto
Cronache da un terrazzo
Sera. Guardo in lontananza dei fuochi d'artificio e penso:
"Ma lì a monte non c'è la pineta?"
Non faccio in tempo a finire il pensiero che un rogo colossale avvolge pineta e statale tirrenica, che ci passa in mezzo.
Ci credo che la Madonna del paese che domani porteranno in processione è una Madonna nera: avranno carbonizzato pure lei.
14 agosto
Osservo quello che chiamo effetto pifferaio magico: basta che un bimbo appaia con in mano un sacchetto di patatine perché si formi dietro di lui un codazzo di pretendenti.
Curiosamente lo stesso non accade alle indiscusse miss del lido. A meno che non abbiano loro in mano il sacchetto.
Non ci sono più i maschietti di una volta.
14 agosto
Ripenso al padre costituente e mi sovviene una scena.
Lui, seduto sulla sdraio i cui bracci implorano pietà al Dio Chrom, affonda la forchetta in una terrina di spaghetti, levando il viso solo per bere a canna dalla bottiglia di birra gelata.
La moglie gestisce la logistica del cibo, essenzialmente le uscite dalla borsa frigo.
Ad un tratto, ecco: appare lei, la Dea della spiaggia, colei che tutti fa girare e tutte fa friggere d'invidia.
Il figlio, pur giovane, rimane incantato e grida al padre:
"Papà, guarda che gnocca, sembra Megan Fox!"
Il padre non alza nemmeno lo sguardo:
"Si, dopo... dopo... adesso lasciami finire che si fredda."
La scena si dissolve e lascia il posto al consueto, tremolante panorama.
15 agosto
Cronache dal paese in cui c'è una spiaggia.
Oggi è il giorno della processione nella quale la Madonna che ieri era discesa al mare oggi viene riportata alla grotta accanto al santuario presso il quale risiede per tutto l'anno.
Vige una curiosa tradizione: in questi due giorni i locali non vanno in spiaggia e non si bagnano nel mare perchè l'assenza delle Madonna dalla sua sede pare porti sventura e ci sia il rischio di tragedie.
Dentro di me non posso non pensare alla Madonna in ferie con l'out of office.
16 agosto
Ieri era Ferragosto e qui significa mangiare quantità smodate di cibo. Oggi la famiglia con a capo il padre costituente non c'era: si vede che avranno deciso di pranzare leggero. Oppure saranno a fare la spesa.
17 agosto
Fine.


"Dio è momentaneamente assente."
Ha deciso di scendere un momento e farsi un bagno in mare.

Thursday, March 3, 2011

Il bigino d'oro

Più volte ho tessuto le lodi di Yossarian (London Alcatraz) quando mette mano alla penna virtuale e si lancia nelle sue narrazioni di storia ma oggi mi dà lo spunto per parlare di insegnamento.

In risposta ad uno dei tanti commenti che gli consigliavano di scrivere un libro, una sorta di bigino di storia, lui risponde che:
Guardate, per me la storia è come un romanzo di Salgari e mi piace raccontarla in questa maniera. Non a tutti piace, un sacco di gente dirà che banalizzo, ma a me piace così.
Beh, carissimo Yoss sta proprio in questo il valore di ciò che metti nei tuoi post: non è solo cosa scrivi, ma anche il come lo scrivi e, soprattutto, cosa non scrivi.

Ho sempre pensato che ogni argomento possa e debba essere affrontato in modi diversi a seconda dello scopo che ci si prefigge e che questo valga, a maggior ragione, per la cultura.

La storia non fa eccezione: il compito della scuola dovrebbe essere quello di dare una visione d'insieme degli argomenti che parta da quelli principali e li affini attraverso più passaggi successivi, ognuno più profondo.

Il numero e la profondità di tali passaggi sarà relaitvo al settore scelto, di più per gli studi umanistici, di meno per quelli scientifici ma una cosa deve essere costante: i livelli uguali per tutti, cioè i primi, dovrebbero essere in grado di lasciare una conoscenza, sebbene di base, corretta e che si ricordi per tutta la vita.

Questo, però, non può essere realizzato attraverso un insegnamento che pretenda di dare tutto e subito. Rileggete il post di Yoss: alla fine avrete un quadro chiaro e sufficiente per capire la situazione, non vi sarete annoiati e, ci scommetto, ve lo ricorderete per sempre. Certo, mancano tanti particolari, volendo approfondire ci sono milioni di cose da aggiungere ma nessuna di queste è essenziale per la comprensione del quadro storico.

In questo Yoss è ingeneroso con se stesso: i tanti che pensano il suo sia un banalizzare la storia, sono coloro che le stesse cose le direbbero in almeno 50 pagine di libro, zeppe di particolari tutti corretti e doverosi, per carità, ma che sviano l'attenzione, nascondono il quadro generale, annoiano e, alla fine, fanno si che uno non si ricordi nulla o non capisca di cosa si stia parlando.

La storia deve essere un romanzo di Salgari quando te la spiegano la prima volta. Solo in questo modo può rimanertene impressa la traccia, come se fosse lo scafo di una nave. Le sovrastrutture e l'addobbo vengono dopo e solo quando lo scafo galleggia.

Yoss, non mi importa di cosa pensino gli "intellettuali" del tuo modo di scrivere, so solo che vorrei che mia figlia potesse avere un professore di storia in grado di raccontargliela come fai tu.

Thursday, January 27, 2011

È un mondo strano

Quantomeno in Italia in questo momento.

Chi mi segue sa che non parlo, posto e commento di politica. Ci sono delle ragioni alla base di questa mia scelta e non sto qui ad elencarle.

Il punto è, però, che in questo periodo tale scelta è estremamente limitante.

Mi spiego: se non parli di politica ti sembra di non avere un cazzo da dire.
Oppure, che è forse peggio, hai la netta sensazione che chi ti ascolta non sia interessato a ciò che dici. Questo indipendentemente dall'argomento e dalle tue tesi.

Non mi credete?

Incontri l'amico con cui hai condiviso la passione per i motori e che sai dorma ancora con un pistone sotto il cuscino:
- Ciao, hai visto che moto ha fatto uscire BMW? Quella che dicevamo mancasse alla sua gamma.
- Si, certo. Bella. Ma tu pensi che Berlusconi se le trombasse veramente tutte quelle che invitava a cena?
Incontri l'amica diplomata al conservatorio che sai dorma ancora con un violoncello sotto il cuscino:
- Ciao, ho preso il CD dell'ultima interpretazione di Maja Bogdanovic. La Suite per solo violoncello di Cassado è bellissima.
- Lo immaginavo che l'avresti preso. Come Berlusconi: se Maja fosse brutta come la Schwarzberg non sapresti nemmeno chi fosse (1).
Incontri la coppia di amici che, come te, ha una bimba piccola e sai che, come te, vorrebbe poter dormire indipendentemente da cosa ci sia sotto il cuscino:
- Ciao, è un po' che non ci si vede. Ma come è cresciuta.
- [Padre] Eh si, se va avanti così dovrò stare attento che non arrivi il Berlusconi di turno e me la porti ad Arcore.
- [Madre] Visto quello che succede in quei festini si deve avere paura di lasciare andare i figli alle feste. Che schifo (2).
Ecco.

Se avete notato una riduzione nel numero di post miei o di altri nella cosiddetta blogsfera (che per gli Sturmi & Dranghi è, ricordo, un blogtoro) adesso sapete il perché.

---
(1) Dora Schwarzberg è una violinista. L'ultima volta che avevi osato mettere nella stessa frase musicisti che suonano strumenti diversi ti aveva aperto come un melone dicendo che non si possono confrontare i kiwi con i lychees (per lei il classico pere con le mele è troppo popolano). Peraltro la Bogdanovic te l'ha fatta conoscere lei.

(2) Generalmente, subito dopo il "che schifo", passano in rassegna i ritocchi chirurgici che si sarebbero fatte le protagoniste con opportuna sottolineatura del fatto che li abbia pagati Berlusconi.

Tuesday, January 18, 2011

Milioni di scimmie

Un vecchio modo di dire sostiene che se milioni di scimmie battessero tasti a caso su milioni di tastiere per milioni di anni, alla fine verrebbe prodotto anche tutto il lavoro di Shakespeare.

Ora, grazie all'esistenza della blogsfera, sappiamo che questo non è vero.

Wednesday, December 8, 2010

Segno dei tempi

Questa mattina camminavo per il centro in cerca di idee per i regali di Natale quando, di fronte ad una libreria, un ragazzo dedito ad una qualche ricerca di mercato mi ferma e mi chiede a bruciapelo:
"Scusi, può dirmi il titolo dell'ultimo libro che ha letto?"
Rispondo di getto:
"Giulio Coniglio e la renna Renata"
Mi guarda strano, poi se ne va borbottando qualcosa del tipo che non avrei dovuto prendere in giro chi stava solo facendo il suo lavoro.

Il fatto è che non avevo mentito.

Friday, December 3, 2010

Monicelli

Non sempre sono d'accordo con quello che scrive Davide Giacalone, ma lo leggo da molto tempo per la sua chiarezza e perché mi piace molto "come" scrive.

Oggi ha scritto, a mio avviso, un paragrafo che considero un capolavoro:
... Sono laico abbastanza da ritenere la vita faccenda di questo mondo. Ragionevole quanto basta per sapere che il suicidio è parte della vita e che l’omicidio per pietà, che chiamiamo "eutanasia", si pratica nella penombra del dolore, più che sotto i riflettori della televisione. Da sempre. Sono umano appena il necessario per capire che un novantacinquenne che si butta dal balcone è un disperato, non un coraggioso. Sono stufo oltre il consentito di un’Italia ove la scomparsa delle ideologie comporta l’ideologizzazione di tutto, anche della morte. Sicché non mi trattengo dal dire che un suicidio come quello di Monicelli non si commenta, lo si osserva come fatto compiuto, e se si apre bocca per far uscire il profluvio di sciocchezze che ho sentito, allora non si conti sul cordoglio per garantirsi l’omertà. ...
Vaca!. Non avrei potuto esprimere meglio di così ciò che penso.

P.S.
- Dov'è Dio? Dov'è Cristo?
- E' qui con noi: se è vero che ha 33 anni, è del '84
Da "La grande guerra"

Monday, November 1, 2010

E se...

E' mattino presto a Palazzo Grazioli e Silvio Berlusconi si sta radendo. Lo specchio rimanda l'immagine di un uomo che egli stesso non vedeva da molto tempo.
L'Italia non lo sa ancora ma oggi sarà in scena per l'ultima volta.

O forse per la prima...

Ore 10:00, Palazzo Chigi, conferenza stampa del Presidente del Consiglio.
Grazie per essere venuti. Ho convocato questa conferenza stampa per comunicarvi alcune decisioni che ho preso.

Punto primo: avete vinto. Subito dopo questa conferenza stampa rassegnerò le mie dimissioni da Presidente del Consiglio e da ogni carica politica. Esse saranno irrevocabili e colgo l'occasione per ringraziare chi, nonostante tutto, mi ha votato nel corso degli anni.
Fermento in sala, incredulità, qualcuno incomincia a gioire dentro di sé.
Punto secondo: liberatomi da ogni impegno intendo dedicare il resto della mia esistenza a difendermi negli innumerevoli processi che mi sono stati intentati.
Una parte della sala, quella composta dagli osservatori più scaltri, piomba nel silenzio. Sanno che sta succedendo qualcosa e una vocina dice loro che non sarà piacevole.
Ovviamente, avendo come unico scopo della mia restante vita la difesa dalle accuse mossemi, intendo impiegare in essa tutti i mezzi a mia disposizione, a partire dall'intero mio patrimonio.
La vocina si fa più forte e una lama di gelo incomincia a scendere lungo alcune schiene.
Questo significa che mi avvarrò dei migliori avvocati esistenti al mondo, consulenti, periti ed informatori. In base alle loro competenze e qualora rilevino illeciti, abusi, errori, o semplici formalità errate nelle accuse e nei procedimenti a mio carico, provvederò a sporgere le dovute denunce...
Qualcuno incomincia a sudare.
... nei confronti dei responsabili siano essi magistrati, giornalisti, imprenditori, gruppi di potere o semplici cittadini. Altrettanto farò nei confronti di tutti gli attori dei processi dai quali risultassi assolto.
Inoltre preannuncio che intendo rendere noto ogni avvenimento, incontro o accadimento di cui abbia ancora memoria o del quale sia venuto a conoscenza affinché la magistratura possa procedere a vagliarne la rilevanza penale.
In sala c'è un silenzio tale da sentire la polvere che si deposita sui mobili. Tutti ricordano la famosa valigetta che Putin ha consegnato a Berlusconi.
Vi ringrazio per l'attenzione.
Berlusconi lascia il podio e si avvia verso il Quirinale. I giornalisti sono impietriti. Nelle loro menti si accavallano le domande: "E' successo davvero?", "E adesso?", "Come reagirà il paese?"

Fuori dalla sala, in una remota località, un signore piccoletto con pochi capelli e un sorriso accattivante spegne il televisore, si affaccia alla finestra che dà sull'oceano e pensa:
E' così facile fregarli. Quel sosia mi sostituisce da più di dieci anni e nessuno che si sia accorto che ha il colore degli occhi sbagliato.

A cosa stai pensando, tesoro?

Niente di importante, Veronica. Solo mi piacerebbe sapere di quanto è aumentato negli ultimi dieci minuti il flusso negli scarichi dell'Italia che conta.

Monday, September 20, 2010

DNA

Sono sempre più convinto che nel DNA sia scritto tutto e che certi comportamenti siano immutabili perché definiti da questa sorta di firmware ancestrale.

Faccio un esempio e non me ne vogliano le gentili signore che leggono questo blog.

Sia data una qualsiasi apparecchiatura che necessiti di alimentazione elettrica e presenti, a tal scopo, un cavo con una spina. Come scoprire in modo assolutamente certo che tale oggetto è in uso ad una persona di sesso femminile?

Facile: è sufficiente sospenderla nel vuoto tenendola per la spina. Se inizia a ruotare vorticosamente a causa del cavo attorcigliato la risposta è si.

P.S. ogni riferimento alle condizioni del cavo del phon o di quello della cornetta del telefono fisso è puramente voluto.