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Wednesday, February 24, 2010

Il colpo bigonzo ...

... quello che riesce se trovi lo stronzo.
Ovvero: come il vecchio Ronnie fece crollare l'URSS con un bluffone da giocatore di poker da saloon.

Premessa e disclaimer: nel seguente post esprimerò una mia personalissima interpretazione perciò, se intendete trasformarla in una tesina (poveri voi, come siete messi male) mettetela in forma di ipotesi con i dovuti e necessari condizionali.

E' mattino alla Casa Bianca e il Presidente Ronald Reagan si sta radendo. L'immagine che vede nello specchio è quella a metà tra il corrucciato e il sospettoso di chi ti dice "'cazzo guardi?".
Oggi, però, nei suoi occhi c'è una luce diversa:
Mondo sperone! E' giunto il momento di farla finita con questi russi del cazzo che minacciano tutti i giorni di portare anche da noi il loro paradiso dei lavoratori. Pezzenti, senza il nostro grano sarebbero già morti di fame. Ma mica lo ammettono, porco il mondo che c'ho sotto i piedi. Ahi, mi sono tagliato! Visto che c'ho ragione: portano sfiga solo a parlarne...

Ma cosa posso fare? Quelli hanno più atomiche di noi e, soprattutto, non hanno i figli dei fiori, i pacifisti, i giornalisti, i comitati no-nuke e tutta la cricca che mi tiene legata la pistola nel fodero. Se ci fossero stati anche ai tempi del west, gli indiani ci avrebbero rimandato in Inghilterra a calci in culo.

Va beh, tanto sono i soliti discorsi. Sono il Presidente, posso far saltare in aria il mondo, ad un mio gesto si muovono armate ma, di fatto, conto come il due di picche.

Aspetta un momento... due di picche? E se... allora potrebbe succedere che... forse ci potrebbero cascare e in quel caso...

Per il pizzetto di Bill Cody, devo parlarne con Maggie!
Sala riunioni sotterranea della Casa Bianca, quel pomeriggio stesso (Ronnie e Maggie erano famosi per la loro rapidità nelle decisioni) [R=Ronnie, U=uno degli altri presenti]:
[R] Ci siete tutti? Bene. Sturatevi le orecchie che c'è molto da fare per tutti e se qualcuno non è d'accordo lo butto giù dalla finestra.

[U] Ma, Signor Presidente, non ci sono finestre. Siamo sotto terra.

[R] Non iniziate a rompere i coglioni con queste cazzate irrilevanti.
Immediatamente i presenti si resero conto che era una di quelle giornate in cui i privilegi legati al fatto di poter essere in quella stanza valevano meno di un gelato in Alaska.
[R] I russi mi hanno rotto il cazzo ed è ora di passare all'azione. Ho intenzione di fare loro il colpo bigonzo, quello che riesce se trovi lo stronzo.

[U] (pensano) Madonna santissima, ha visto un film di Celentano!

[R] Siccome sappiamo che stanno in piedi per miracolo e ogni giorno diventa più difficile per loro nascondere alla popolazione la realtà, ho intenzione di dargli una scrollatina per bene.
Tra due settimane annuncerò al mondo che abbiamo in corso un programma militare, che chiameremo SDI (Strategic Defense Initiative), il cui scopo sarà quello di sviluppare un sistema in grado di intercettare i missili balistici prima che possano colpire l'America e i suoi alleati, rendendo di fatto inutile tutto il loro arsenale strategico.

[U] (pensano) Porco dighel, ha letto di nuovo Cocco Bill e pensa di poter colpire i proiettili dell'avversario sparando con la sua pistola!

[U] Ma, Signor Presidente, due settimane? Nessuno ha mai neanche pensato ad una cosa del genere. Ha idea della complessità di quello che chiede? Non so nemmeno se sia realizzabile con le tecnologie di oggi!

[R] Proprio qui sta il trucco: non mi serve l'intera Bibbia, mi basta qualche versetto.
I presenti si sentirono il culo caldo, come se qualcuno gli avesse appena dato quel tipico calcio che non sta per punizione ma per sprone. Era dai tempi di Kennedy e del famoso discorso in cui annunciava che gli USA avrebbero mandato un uomo sulla Luna entro la fine del decennio che non si sentivano così.
Quella che imponeva il Presidente era una sfida giocata come bluff ma che avrebbe dato, comunque, una frustata a tutta la comunità scientifica e tecnologica del paese. Ronnie sapeva che se chiedi una cosa fattibile ottieni una cosa normale, se chiedi una cosa impossibile ottieni una cosa straordinaria.
E' il motivo per cui la ricerca evolve grazie ai programmi militari e spaziali, laddove le esigenze sono oltre il possibile e non sono aggirabili con compromessi.

Ma questo lo sapevano anche i russi.

A seguito dell'annuncio dell'SDI, il KGB informò i vertici del potere che si trattava di un bluff e che dietro non c'era ancora nulla. Purtroppo, complice l'anzianità e la rigidità di pensiero del Politburo ma anche memori delle pernacchie che avevano fatto a Kennedy salvo poi vedere la bandiera stelle e strisce sulla Luna, i russi ci credettero.

Perché, allora, non lanciarono un attacco? Oramai erano con le spalle al muro e non avevano più nulla da perdere.

Ci sono due motivi da considerare.

Il primo è che, per quanto il KGB li potesse informare, la storia aveva loro insegnato che la tecnologia occidentale era molto più avanzata della loro e molto più veloce nel raggiungere i risultati, dato il coinvolgimento dell'iniziativa privata e la mancanza di una rigida pianificazione. Qui non si trattava di impantanarsi in una guerra convenzionale a colpi di fucile ma di colpire un missile balistico la cui traiettoria è nota ed immodificabile, in un tempo relativamente lungo per mirare al bersaglio e sapendo che basta pochissima energia per distruggerlo. Di fatto, nonostante sapessero delle difficoltà tecniche in campo, non potevano essere sicuri che qualcosa del genere non fosse già operativo.

Il secondo è legato alle condizioni economico sociali dell'URSS. L'evoluzione dei mezzi di comunicazione e le necessità di contatti con l'occidente per motivi economici rendevano sempre più difficile nascondere i propri fallimenti. La propaganda, la censura e il controllo da parte delle forze di polizia interna potevano poco di fronte alle code per avere un pezzo di pane.
Puoi ingannare poche persone per molto tempo, tante persone per poco tempo ma nessuno per sempre. Soprattutto se ha la pancia vuota.
Il tempo era oramai giunto agli sgoccioli. Si era fatta strada nell'apparato una corrente, chiamiamola riformista, che si era resa conto del baratro in cui si stava cacciando il paese e che, per nostra fortuna, non considerava l'attacco come una soluzione. Ed è a questa corrente che il bluff di Reagan diede forza e potere.

Quanto all'occidente ho sempre pensato che il vero terrore degli strateghi dell'epoca non fosse legato al fatto che i russi potessero attaccare per motivi espansionistici o di supremazia. Del resto avevano un paese che si estendeva su sette fusi orari, possedeva metà delle ricchezze minerarie ed energetiche del pianeta e non mancava di sbocchi al mare e terre da coltivare con ogni clima e fertilità.
Il problema era il fallimento delle loro politiche che li portavano sistematicamente a non riuscire a soddisfare i bisogni primari della popolazione. Se la gente ha fame diventa incontrollabile ma, allo stesso tempo, non era una opzione praticabile il rivedere le proprie convinzioni al fine di far funzionare le cose.

In quest'ottica le soluzioni per sfamare il popolo erano solo due: comprare il cibo o rubarlo a chi lo possedeva. L'URSS non aveva semplicemente i soldi per comprarlo e, quindi, il terrore dell'occidente era che muovesse guerra verso l'Europa solo per procurarsi derrate alimentari.

E un popolo che combatte per il cibo è il più pericoloso degli avversari perché non ha alternativa: se combatte può andare incontro alla morte ma se non combatte muore di fame.

Questa interpretazione spiega perché, anche nei momenti più tesi della guerra fredda, non vennero mai a mancare le vendite di generi alimentari all'URSS, in particolare le eccedenze di grano USA.

Quanto all'SDI non fu solo un bluff. La frustata alla tecnologia non portò a quello che ci si riprometteva (per quanto ne sappiamo, ovviamente...) ma ci furono comunque enormi sviluppi in campi ad esso legati come i laser, il problema dell'albedo nell'uso degli stessi in atmosfera, i radar a banda millimetrata, i sistemi propulsivi dei satelliti, i sistemi anti satellite etc...

Monday, February 22, 2010

Guerra fredda

Trovare gente che scrive come Yossarian non è facile. Quando poi si lancia da par suo nel racconto di fatti che rappresentano i pizzi del grande vestito che si chiama storia ne esce sempre qualcosa di unico.

Nel suo ultimo post racconta del colonnello Stanislav Petrov e di come quest'uomo abbia salvato il mondo dalla catastrofe nucleare per mezzo delle sole razionalità, freddezza e capacità di vedere oltre l'ovvio.

Mentre leggevo il racconto pensavo a come sarebbero andate le cose se al posto di Petrov ci fossero stati i personaggi che ci circondano oggi e, se ci penso, rido ancora adesso. Beh, ridere non è proprio la cosa più sensata... saremmo tutti morti, ma si sa che il rum, se bene invecchiato, aiuta a vedere le cose sotto prospettive più favorevoli.

Così ho immaginato Al Gore. Al primo blip si sarebbe guardato in giro; al secondo avrebbe pensato "cazzo, piove"; al terzo avrebbe realizzato, anche grazie al fatto che suonavano allarmi da sirena di nave, che forse c'era qualcosa che non andava e che doveva essere colpa del riscaldamento globale. Resosi finalmente conto, grazie ad una mail trafugata, che erano missili in arrivo la sua mente si sarebbe messa furiosamente a lavorare per cercare di trasformare l'avvenimento in un ciclo di conferenze nelle quali predire la fine del mondo. Ma, giunto velocemente alla conclusione che non ci fosse nemmeno il tempo per mettere in fila le sedie, avrebbe telefonato a Bill Clinton per chiedergli il numero di una pompinara molto veloce.

Poi ho immaginato Jimmy Carter. E' notte fonda al NORAD e l'ufficiale di controllo sorseggia il suo litro di caffé americano (per berlo sorseggiando ci vuole più o meno un turno di guardia). Ad un tratto risuona un allarme e la mappa sullo schermo centrale si riempie di segnalazioni di lancio missili balistici intercontinentali. Il counter segnala 130 SS20 in volo verso gli USA. Come in ogni buon film l'ufficiale si versa addosso il caffé, bestemmia e alza la cornetta della linea diretta con la Casa Bianca.
Il presidente Carter dorme nel suo letto. L'orsacchiotto stretto al petto, le ciabatte a forma di Garfield ben affiancate sul pavimento e il pigiama con scritto "I Love Peanuts, my Peanuts" sulla schiena.
Un uomo del servizio segreto irrompe nella stanza: "Signor Presidente, i russi hanno lanciato 130 missili contro di noi, il NORAD chiede il permesso per un lancio immediato di rappresaglia". Carter si stiracchia, si gratta la testa e dice: "Buona questa, ma sappi che il fatto di sapere che sono un mollaccione non vi autorizza a prendermi per il culo anche di notte."
Allora l'uomo del servizio segreto, un negrone di un metro e novanta per cento chili di muscoli e armamenti si pianta davanti all'arachidicoltore e gli grida: "Ti sembro uno che scherza?"
E in quel momento il presidente Jimmy Carter tira fuori la vera essenza del suo essere, ciò che fino a quel momento aveva nascosto al mondo intero: grida "Mamma!", prende tra le dita il lobo dell'orecchio e infila il pollice in bocca succhiando rumorosamente.

Poi ho immaginato Ronald Reagan e... beh probabilmente avrebbe telefonato lui al NORAD tutte le notti per chiedere se doveva autorizzare un lancio di rappresaglia.
"Rappresaglia a che, Signor Presidente?" "Al fatto che quei cazzoni non mi lanciano mai contro niente. Sono solo chiacchere e distintivo, chiacchere e distintivo..."

Poi ho pensato ai nostri politici e, chissà perché, mi sono apparse le tette della Raffimov.

P.S. e pensare che ero partito con l'idea di scrivere qualcosa di serio sulla guerra fredda e sul bluff giocato da Ronnie con l'SDI... sarà per la prossima volta.