Saturday, June 8, 2013

Ubbidire vs imparare

Pomeriggio inoltrato e sto spiegando alla bimba grande che per imparare dall'esperienza di mamma e papà occorre, per prima cosa, essere ubbidienti. Non sembra molto convinta, mi guarda e, improvvisamente, dice:
Ma anche disubbidire è un modo di imparare.
Rimango di sasso.

Dietro di lei compaiono volti sorridenti e pieni di approvazione. Sono sempre di più, una piccola folla. Osservo con maggiore attenzione e riconosco Galileo, Leonardo, Michelangelo, Copernico.

Va beh, la lezione è finita. Meglio cambiare discorso.

Friday, May 24, 2013

Difetto di giudizio

La capacità di fare le cose non è peggiorata, è cambiato il nostro metro di giudizio su di esse.

Una volta si era fieri di ciò che si era costruito malgrado potesse avere dei difetti.
Oggi ci si indigna sottolineando i difetti e facendo passare inosservato ciò che si è costruito.
Domani non si costruirà più nulla perché saremo certi che avrà dei difetti.

Personalmente questa è una delle pochissime volte in cui rimpiango la mentalità del passato.

Thursday, February 14, 2013

Il Thompson

Maestro, oggi è San Valentino...
E ci sono i gangster cadenti.
Eh?
Hai presente San Lorenzo?
Ecco... io... non sono molto pratico di Santi.
Non ti ricordano nulla le parole "agosto", "stelle", "desideri"...
Ah, si! Le stelle cadenti a ferragosto.
Esatto.
Ma i gangster cosa c'entrano?
La storia, come vedo, non è il tuo forte. Piuttosto, hai pensato al regalo per Alina?
Beh, non ancora. Sono un po' indeciso: un anello è banale... mi piacerebbe regalarle qualcosa di originale.
Un Thompson.
Cos'è un gioiello?
A suo modo si. Comunque esercitare l'umorismo con te è come fare la cyclette: sudi, ti sofrzi ma non vai da nessuna parte.
Non dia tutte le colpe a me! E' lei che ha uno humor difficile.
Non è difficile, sei tu che sei ignorante.
Nel senso che ignoro, vero?
Sempre.
Torniamo al Thompson... qualcosa mi dice che deve avere a che fare con i gangster.
Fuochino.
Un aiutino?
Capone.
Che c'entra adesso il pranzo di Natale?
Capone, con una p sola come pistola.
Ah, non avevo capito. E la pistola... anche lei c'entra con i gangster...
E con te.
Ultimamente si sta lasciando andare ad espressioni non alla sua altezza.
Perché per farmi capire, anche negli insulti, occorre che scenda al tuo livello, altrimenti non mi comprendi.
Ecco, a livello di insulti preferirei restare ignorante.
Va bene, visto che non ci arrivi da solo ti invito a studiare la storia della strage di San Valentino per mezzo della quale Al Capone si impossessò di Chicago a spese di "Bugs" Moran.
E il Thompson che c'entra? Era il regalo che Capone fece alla sua fidanzata quella sera?
No, è il violino che suonò la colonna sonora.
Questa non l'ho capita...
Come il resto. Il Thompson era l'arma in voga ai tempi e spesso veniva trasportata in custodie da violino per mascherarla e prendere i nemici di sorpresa. Non mi dire che non hai mai visto film in cui si vede questa scena.
Si, me ne ricordo uno... con Bud Spencer... mi pare si chiamasse "Anche gli angeli mangiano fagioli"
Ero certo che, tra tutti i capolavori del genere, ti saresti ricordato di quello.
Beh, però è forte.
Lasciamo perdere.
Comunque, tornando ai gangster, fu un epoca irripetibile.
Non proprio. Le lotte tra bande rivali per il possesso del territorio si sono solo evolute e date un tono di "ufficialità" più o meno evidente e conclamato. Pensa solo alle fazioni che si disputano pezzi di territorio.
Ah, si... come i palestinesi...
Stai pensando alla Gaza Strip?
Cos'è, un cerotto?
Esci di qui.

Thursday, October 18, 2012

I dubbi

Maestro io... io...
Toh, guarda chi si rivede. Ne è passato di tempo. Constato però che ancora non hai perso l'abitudine di non finire ciò che inizi. Ad esempio le frasi.
Si, ha ragione. Ma, vede, mi sono preso una pausa di riflessione.
Secondo te riflettere è un momento di pausa?
Che c'entra. Anche leggere è una pausa distensiva.
Dipende da cosa leggi ma, soprattutto, da quanto comprendi di ciò che leggi.
E' vero. L'altro giorno mi sono imbattuto in un termine strano... mi pare fosse pleona... pleonus... qualcosa del genere.
Pleonasmo?
Ecco, si. Proprio quello. Maestro cosa significa?
Tu cosa pensi che sia?
Di primo acchito direi una malattia, tipo la pleurite...
E di secondo acchito?
Beh, qualcosa che ha a che vedere con il sesso come l'orgasmo, l'onanismo...
E queste interpretazioni hanno attinenza con il contesto in cui era inserita la parola nel testo che stavi leggendo?
Direi di si. Anzi, adesso che ci penso...
Basta così. Non voglio sapere cosa tu stessi leggendo.
In realtà guardavo le figure.
Non avevo dubbi. Ma torniamo a noi: per quale motivo avevi bisogno di prenderti una pausa?
Beh, io... non so se posso...
Avanti, la sincerità è la chiave di tutto il sapere e l'umiltà ne è la porta.
Orpo, questa me la segno.
Allora?
Ehm... mi sono chiesto se ciò che avevo imparato non fosse già più che sufficiente per uno come me. Prima che si arrabbi, lo so che si dovrebbe sempre tendere a qualcosa di più ma...
Ma?
Ho la certezza che, anche con tutto il tempo che mi resta da vivere non riuscirei a diventare molto più di quello che sono adesso.
Mi ricordi la storia dell'umanità.
Ellapeppa! Addirittura?
Non montarti la testa. Vedi, l'umanità ha subito rapidi momenti di evoluzione seguiti da lenti e lunghi momenti di stasi in cui spesso è tornata indietro. Questi periodi di stasi hanno generalmente coinciso con tempi nei quali erano prevalenti le certezze. Che venissero dalla religione piuttosto che dalla magia o dalla supersizione, per non parlare della scienza stessa, non importa.
Beh, ma una volta raggiunta una certezza questa è... insomma, è certa. No?
No.
Potrebbe essere un po' meno conciso?
Si.
Ehm... io aspetto eh...
Sei sicuro di aver trovato una certezza solo quando l'averne compiezza ti apre infinite nuove domande a cui rispondere.
Ma non vale! Come sarebbe a dire? Uno fatica tanto per trovare una risposta e quando la trova gli fanno un sacco di altre domande?
Esatto.
Ma è masochismo.
No. E' l'evoluzione. I periodi di stasi di cui parlavo sono proprio quelli in cui la gente fa la considerazione che hai appena fatto.
Quindi per evolvere bisogna fare come l'asino con la carota.
Più o meno. Ma non sottovalutare il mio insegnamento: l'evoluzione di un popolo avviene attraverso i dubbi, non le certezze.
Mi sorge un dubbio...
Vedi che c'è speranza anche per te?
Non mi prenda in giro.
Ti pare che sia cosa consona ad un Maestro irridere l'allievo?
No... certo che no, scusi... dunque dicevo: io sono qui per imparare, giusto?
Si.
E imparare significa che con i suoi insegnamenti io riduco i miei dubbi, giusto?
Si.
Ma se l'evoluzione avviene avendo i dubbi, non è che lei togliendomeli sta rallentando la mia evoluzione?
Ripensa a quello che ti ho spiegato prima riguardo al raggiungere delle certezze.
Aspetti un momento... certo! Ma allora è una fregatura: per ogni dubbio che mi toglie me ne fa sorgere un fottio di nuovi. Ecco perché mi sento sempre inadeguato: non è colpa mia, è colpa sua!
Come volevasi dimostrare.
Dimostrare cosa?
La nascita delle religioni o, se vuoi chiamarle in altro modo, delle superstizioni. L'uomo non accetta di convivere con i dubbi e si ribella a chi lo mette nella condizione di non poter fare a meno di notarli. Il risultato è la ricerca di una figura che dia certezze invece che suscitare dubbi e la prima cosa che tale figura farà sarà di invocare la colpa di qualcuno per l'esistenza di ciò che non sia spiegabile. Se pensi al concetto di Dio e Satana o, se vuoi essere laico, al concetto di fortuna e sfortuna ti accorgerai che si adattano perfettamente.
Ooooooh...
Chiudi la bocca, che mi bagni il pavimento. La lezione per oggi è finita e non dimenticare che abbiamo un appuntamento.
Non sarà quello che penso, vero?
Ho già fatto posto sulla mensola.
Facevo bene a continuare la pausa di riflessione...

Sunday, September 23, 2012

Cronache da una spiaggia, seconda stagione

La spiaggia attrezzata è uno spaccato della società a cui non saprei rinunciare. Permette di origliare le conversazioni e di rendersi conto del livello tragico di ignoranza che pervade il mondo odierno.

Questa è la seconda stagione di una saga iniziata per scherzo e proseguita per burla.

9 agosto
Essendo cambiato l'ombrellone, i vicini non sono più gli stessi. Ma non è cambiata la sostanza intesa come "omo de panza, omo de sostanza".
La famiglia allargata che ci circonda pur stando da un solo lato (e ho detto tutto) è ancora più pittoresca di quella dello scorso anno. Capitanata da una coppia lui/lei, si compone di svariate mamme con prole e prive di maschi.
Sembra un branco di leoni di mare e, probabilmente, ne raggiunge il peso.
L'unico maschio presente è una creatura vagamente sferica e glabra, di colore tendente al minio antiruggine e munito di cellulare dalla suoneria a campanella. Di fatto assomiglia ad una boa da segnalazione.
La sua metà ha forma e peso corrispondenti ma colore che vira al marrone cuoio. Probabilmente è verniciata meglio.
Quando arrivano insieme al mattino, non solo sdraio e lettino gemono prima ancora che si siedano ma pure l'ombrellone, nel vano tentativo di essere d'aiuto ai suoi compagni, si chiude da solo.
10 agosto
Il branco oggi era percorso da una forte preoccupazione: uno dei bimbi non va di corpo da parecchio. Prende vita una concitata discussione sui rimedi possibili e sui relativi effetti collaterali.
Alla fine, quando oramai sembrava raggiunto un accordo, dalle retrovie si ode la voce del maschio dominante:
"Ma lasciatelo in pace. Aspettiamo ancora un po' e semmai gli facciamo una pompetta di nitroglicerina".
Come no, e se non funziona magari una supposta di semtex che risolve il problema alla radice.
11 agosto
Oggi, complice un posizionamento geostrategico migliore, ho potuto osservare meglio il maschio dominante della famiglia allargata.
Trattasi di esemplare dotato di doppio mento e quadrupla nuca. Quest'ultima è particolarmente interessante perché, se in possesso di un soggetto calvo, assume la curiosa caratteristica di apparire a strisce quando distesa. Si, avete capito bene: quando abbassa la testa appaiono le stripes della bandiera USA, rosse e bianche alternate. L'effetto è esilarante, sembra lo snodo a soffietto di un animatronic del quale si siano dimenticati di colorare l'interno delle pieghe.
11 agosto
Oggi la spiaggia è semivuota.
Ora di pranzo? No.
Ora della pennica? No.
Troppo caldo? No.
Effetto della crisi? No.
In televisione c'è Juve-Napoli da Pechino.
Essere sulla terrazza più alta del paese in un momento in cui le finestre delle case sono tutte aperte mi ha permesso, al primo gol, di sapere con matematica certezza che tutti stanno seguendo la partita. Il boato di esultanza è stato tale che mia figlia si è svegliata e mia moglie mi ha raggiunto per chiedermi cosa fosse successo. In questo momento si odono cori e ole e mi chiedo da dove prendano tutta questa energia visto che negli altri giorni dormono tutti (tanto che i negozi qui aprono alle 17:00). Ma forse lo so già.
12 agosto
La crisi morde ma, evidentemente, non quanto le loro mandibole.
Il punto di riferimento per il concetto di "porzione" è decisamente diverso tra il mio e quello della famiglia allargata.
Oggi una femmina del branco voleva un caffé e un'altra ha aprofittato per farsi comprare i Ritz per il bimbo che avrà suppergiù 3 anni. Vi aspettereste di vederla tornare con un blister da merenda. Invece riappare con in mano una scatola formato famiglia (non chiedetemi per quale motivo un bar sulla spiaggia tenga tali confezioni, probabilmente conoscono i loro polli) che viene prontamente aperta e consegnata, intera, al bimbo che si applica al banchetto con entusiasmo. Per il resto del pomeriggio il bimbo farà ogni cosa con una mano sola: nell'altra ci sarà la scatola.
13 agosto
Oggi la boa verniciata meglio (lei) ha parlato per la prima volta. Avete presente Don Vito Corleone? Uguale, sebbene con dialetto diverso.
Il motivo di tanta loquacità era la scelta di un nuovo costume: ne indossava uno e veniva a farlo vedere al marito, lui diceva
"Questo ti sta bene"
e lei, sistematicamente, rispondeva
"No, mi si vede 'a panza"
Pure il marito aveva la faccia di quello che pensa
"Tesoro, per non vedere la tua panza bisogna voltarsi di 180 gradi (90 non bastano) altro che scegliere un costume adatto."
14 agosto
La spiaggia organizzata è uno splendido posto dove studiare uno degli aspetti più deleteri della società italiana: quello che è proprio si difende con le unghie, fosse anche l'ombra dell'ombrellone, mentre quello che è in comune, lungi dall'essere preservato perché di tutti, viene considerato di nessuno e, quindi, può essere bellamente distrutto.
La banale osservazione che quello che ti è servito oggi, e che hai rotto, possa servirti di nuovo domani, quando lo troverai rotto e ti lamenterai di questo col titolare del lido, non sfiora nemmeno le menti delle aquile circostanti.
Ogni riferimento alla specie degli uccelli è puramente voluta.
16 agosto
Il concetto di igiene, nel caso dei bimbi piccoli, mi ha sempre incuriosito.
Quando le bimbe erano infanti osservavo con curiosità le mamme accorrere a sterilizzare il ciuccio caduto a terra anche quando il bimbo stesse giocando sdraiato al suolo cacciandosi in bocca le manine con le quali toccava lo stesso pavimento su cui era caduto il ciuccio.
Ma torniamo a noi.
Il bimbo della famiglia allargata ha una urgenza idrica. La madre, tranquillamente seduta sulla sdraio sotto all'ombrellone di fronte al nostro, gli dice: "tra giù il costume e falla qui" e indica lo spazio alla base dell'ombrellone stesso, proprio tra sdraio e lettino.
Il bimbo, diligentemente, esegue.
Finita la minzione, la madre estrae dalla borsa stargate (nel senso che l'altro lato dello stargate deve trovarsi in un magazzino visto che ciò che estrae da essa durante la giornata non può fisicamente esservi contenuto) un pacchetto di salviette sterilizzanti e provvede all'igienizzazione della parte.
La cosa non è particolarmente bella ma non è nulla rispetto a quello che avviene un'oretta dopo, quando il bimbo e quella che presumo essere la sorellina o cuginetta, finito il bagno, vengono a giocare con la sabbia sotto l'ombrellone. Si, purtroppo avete capito bene: proprio nello stesso posto, con la stessa sabbia e sotto gli occhi della stessa madre seduta sulla stessa sdraio.
18 agosto
Il pulcino pio è qualcosa di più di un tormentone estivo. È una presenza inquietante in grado di manifestarsi all'improvviso in qualsiasi situazione ed in ogni luogo.
Capisco sia il protagonista delle baby dance e dei balli di gruppo in spiaggia, immagino possa avere un senso nelle playlist dei dj che animano le feste disco dance dei lidi fino a notte inoltrata ma trovarmelo al ristorante, nei negozi o al supermercato francamente è come se ti passeggiasse sui testicoli con i tacchi a spillo. E per un pulcino mettere i tacchi a spillo non è una cosetta da niente.
Pensate che la sera della vigilia di ferragosto, che qui, complici i fuochi d'artificio della madonna, è dedicata ai falò in spiaggia con gli amici, c'era l'immancabile tipo con la chitarra che tra un Baglioni e un Battisti ha infilato una versione unplugged del pulcino pio. Ai miei occhi la scena è virata immediatamente dal Rosso Antico al Bianco Sarti, con punte di Amaro Cora e un retrogusto di Don Bairo l'uvamaro.
19 agosto
Esempi di mentalità imprenditoriale locale.
Supermercato di catena nazionale, banco affettati. Qui hanno un buon prosciutto locale che mi piace perchè assomiglia molto al Serrano. Giunto il mio turno ne chiedo un paio di etti. Risposta:
"Eh, ma è da aprire."
Pur contro il mio interesse e giusto perchè il mattino presto sono accomodante, rispondo:
"Allora mi dia due etti di Parma."
"Eh, ma sono tutti da aprire."
A questo punto divento il bieco nordico e intimo:
"Beh, allora apra il locale e me ne dia due etti."
Di malavoglia il tipo fa il suo dovere e in poco tempo ho quello che avevo ordinato.
Faccio notare che era mattina di un giorno infrasettimanale quindi la miserabile scusa di non voler aprire un prosciutto per lasciarlo ad ossidare durante la chiusura non sta in piedi. Così come non sta in piedi la scusa di voler favorire una marca piuttosto di un'altra, dato che tutti erano da aprire. Inoltre c'enta poco anche la mia cadenza nordica, dato che la prima domanda l'aveva fatta la moglie, che, alla bisogna, vanta un notevole accento lucano. Peraltro cosa sperava il tipo? Di arrivare a fine turno senza aprire un crudo? Boh.
21 agosto
Esempi di mentalità imprenditoriale locale.
Passeggiata in centro con bancarelle di prammatica.
La piccola vede la macchina dello zucchero filato che, peraltro, è curiosamente rimasta uguale a quella che si usava quando io avevo l'età della piccolina. Ovvio farglielo provare. Risposta:
"Oggi non si può fare perchè c'è troppa umidità e lo zucchero non fila."
Fermo restando che si tratta della serata più secca da quando sono qui, lo zucchero filato l'ho quasi sempre preso nei luna park al mare o a Bergamo d'estate, quando l'umido si taglia col coltello e non ho mai sentito di questo problema. Evidentemente il tipo ritiene più redditizio stare dietro al banco delle caramelle sfuse che spostari alla macchina dello zucchero filato.
24 agosto
Fine.


Quando il sole tramonta nell'acqua è il momento di tornare.

Sunday, June 17, 2012

Grande e piccolo

Il teatro è gremito.
Lei è sola sul palcoscenico immenso, buio e vuoto.
È piccola come il faretto che la illumina.
È piccola come i suoi sei anni.
È grande nel suo coraggio.
È grande nella sua determinazione.
Parte la musica, un sorriso e via.
Il palcoscenico diventa piccolo piccolo.
Il palcoscenico si illumina dalla sua felicità.
Il palcoscenico si riempie della sua gioia di vivere.
Un padre non può chiedere nulla di più alla vita.

Wednesday, May 30, 2012

Predire e spiegare

L'Italia è un curioso paese nel quale la popolazione è in gran parte convinta che ciò che sia spiegabile a posteriori debba essere anche prevedibile a priori.